Turismo in appartamento come scelta

 Mi chiama da Cosenza F. S., degna persona e mio amico, per chiedermi di venire incontro al desiderio di due signore, madre e figlia, e che immagino altrettanto degne, di trascorrere dieci giorni a Soverato. Domando se in albergo, F. mi risponde che elle preferirebbero un appartamento. Soddisfo la loro richiesta, e rifletto: probabilmente le due signore desiderano un soggiorno molto simile alla loro quotidianità, con orari e organizzazione a loro comodi; insomma, hanno scelto un appartamento, scelto, e non hanno afferrato il primo arrangiato ripiego illegale, come a Soverato siamo abituati da oltre mezzo secolo.

 Soverato strombazza, sulla carta, 380 letti in albergo; ma sono di meno; e, mi dicono 80 B&b. Il numero dei posti letto è dunque insignificante: e non entro nei particolari.

 A Soverato non vennero costruiti alberghi destinati a una clientela di livello, ma appartamenti o per alloggiare una comunità sempre più impiegatizia e sempre meno reattiva a qualsiasi cosa; o esplicitamente per affittarli in nero d’estate. Tutto ciò, à la belle étoile, cioè universalmente a tutti noto, anche a quelli che fingono di cadere dal pero.

 Che vuol dire, in nero? Vuol dire senza tasse; e, quel che mi interessa assai di più, chi si presenta come Rossi Mario può essere un mafioso, un terrorista islamico, un agente israeliano, un evaso; e comunque, fin quando non leggo i documenti, è un clandestino. Se vado in albergo, come mi è accorso infinite volte nelle mie avventure culturali e politiche, la primissima operazione è tirare fuori la carta d’identità, o mi tocca dormire in macchina. Perché in appartamento no, e chissà chi mi viene a vivere a due passi da casa?

 Oggi però sono in atto, altrettanto sotto gli occhi di tutti, due fenomeni:

  • Da anni i bagnanti del mese intero non esistono più; e i cartelli AFFITTASI GIUGNO SETTEMBRE restano malinconica illusione;
  • Decine e decine di appartamenti di residenti sono o saranno presto in abbandono per invecchiamento della popolazione (mesto primato soveratese), trasferimento di giovani altrove, e genitori che vanno “provvisoriamente” a trovarli. Se dubitate, fate due passi alle 19 in una sera d’inverno, e vedrete quante serrande chiuse in luoghi bui.

 È ora di utilizzare questo patrimonio edilizio, facendone posti letto, o “suites” complete, o altra tipologia; ma sempre e solo:

  • In bianco, in bianchissimo, e con esibizione di carta d’identità e relativi adempimenti: basta un’ispezione di polizia, e vedete come passa a tutti la voglia di nero;
  • Attraverso agenzie o altre organizzazioni turistiche: anch’esse, ovviamente, in bianchissimo;
  • Con “stelle” come gli alberghi, secondo la qualità, il mobilio etc;
  • Con prezzi giusti e di pubblico dominio; e tasse, soggiorno incluso.

 I 380 (???) posti + 80 possono diventare qualche migliaio, s’intende, bianchi.

 Va da sé che i prezzi saliranno; e magari torneremo a quel turismo di dignitosa serie B, che Soverato fino agli anni 1980 vantava. Poi fecero gli appartamenti per affittarli in nero, e la qualità crollò.

 Corollario: se migliora la qualità del turista (domanda), dovrà migliorare tutto il resto (offerta). Anche per questo, soprattutto per questo, è ora di finirla con l’affittanza in nero.

Ulderico Nisticò