Ultima d’Italia per sanità…

…la frase di sopra è un esempio di soggetto sottinteso. Quando in una cosa qualsiasi qualcuno è ultimo, s’intende sempre la Calabria e i Calabresi.

 In questo caso – dati ufficiali – la Calabria è ultima d’Italia per le prestazioni sanitarie: raggi, siringhe, gessi, enteroclismi, pillole, bisturi… mentre la spesa sanitaria è non solo altissima, ma anche molto dubbia.

 Come si fa ad avere una spesa altissima e prestazioni da schifo? Ovvio: spendendo troppo e male. Ospedalicchi ogni 15 km; asini promossi a primari da politicanti in grazie a Dio provvisorio potere; medici poco e nulla aggiornati; innovazioni tecnologiche zero… e i malati vanno a curarsi a Milano, però a spese della Calabria. E intanto, assunzioni di alabardieri, archibugieri, campieri, giardinieri, guardarobieri, uscieri, ecceterieri… tutto tranne che medici e infermieri sul serio. Insomma, la sanità è stata assistenza… dei sani, sanissimi!

 E una mentalità che ancora è radicalmente attaccata al “posto letto” degli anni 1950; quando non in Giappone, ma da Roma in su ormai le operazioni si fanno in mezzora e vattene, mentre il paziente, bello sveglio, compila le parole crociate; ringrazia e saluta. Da noi, ricoveri inutili e costosi.

 A proposito – dati ufficiali – un ricovero covid costa in Lombardia euro 5.000, in Campania 76.000; in Calabria, questa volta meno peggio, “solo” 14.000. Non ci sono giudici, a Napoli?

 Aggiungete numerosi casi di fatture pagate due volte tipo Reggio Calabria, e anche tre; eccetera.

 La colpa, ovviamente, è del lupo e della mafia; e il dirigente ladro incensurato e incravattato è sempre in prima fila alle fiaccolate e ai palloncini a forma di coniglio!

 Alla Calabria serve un commissario… Un commissario vero, però, che abbia gli stessi poteri di Minosse dantesco, “giudica  e manda”; cioè entri in un reparto o ufficio, e, a suo assoluto e immediato parere, punisca o premi.

 Se no, finora, i commissari sono stati burocrati in aggiunta ad altri burocrati inutili e costosi; costosi e inutili, quindi dannosi.

Ulderico Nisticò