Ultimo appuntamento nell’aula virtuale del liceo artistico Fiorentino con Emanuela Pulvirenti

Lock down. Una foto alla vostra finestra. Questo l’esercizio di composizione figurativa assegnato agli alunni della quarta classe del liceo artistico dalla docente Antonella Rotundo.
Nei lunghi mesi di distanziamento sociale, la nostra finestra è stata lo schermo di pc, tablet, telefonini. Riusciamo ancora a guardare una finestra reale? Qual è la selezione che operiamo nel mettere a fuoco una cornice in luce?
Qualcuno, però, già in tempi non sospetti, aveva indagato opere che hanno come soggetti le aperture di una parete e ogni giorno nella sua pagina social aveva pubblicato un’opera. Si tratta di Emanuela Pulvirenti, autrice di Didatticarte, il blog diventato ormai una guida, un manuale per docenti e studenti che vogliono promuovere e sperimentare con l’arte.

Emanuela Pulvirenti, architetto, specialista di light design per monumenti, si è dedicata all’insegnamento di storia dell’arte e disegno nei licei ed ha trovato, attraverso il blog, il modo di presentare ad un vasto pubblico, le sue sperimentazioni didattiche. È stata proprio lei a chiudere il ciclo di seminari che si sono tenuti nell’aula virtuale dai docenti di indirizzo con gli alunni del liceo artistico di Lamezia Terme

La blogger, con grande disponibilità accompagnata da un sorriso accogliente, si è messa in ascolto dei ragazzi, interpretando spesso la profondità delle loro domande ed ad ognuno di loro ha suggerito percorsi, possibilità, modi di cogliere e interpretare l’opera. Innamorata della sua Regione, Emanuela costituisce un esempio di intellettuale che ritorna e che, dal cuore della Sicilia (abita ora a Caltanissetta), è riuscita a connettersi con il resto del mondo con competenza e professionalità: è consulente e autore per la Zanichelli, ha avuto riconoscimenti e prestigiosi premi per la sua attività di blogger appassionato e coinvolgente, mantenendo intatte le sue doti di umanità e ascolto che fanno grandi i Maestri.

Tutti i docenti d’indirizzo, presenti nell’aula virtuale, sono intervenuti per rimarcare la passione che deve guidare lo specifico percorso liceale e la consapevolezza che ogni opera nuova si fa carico di altre opere precedenti e con queste intesse un dialogo incessante e fecondo.
“L’idea forza che è venuta fuori dall’incontro è la capacità della rete, diventata, in questo momento, necessità, commenta Giuliana De Fazio, docente del Fiorentino, e aggiunge: Si tratta di uno strumento potentissimo che sfonda soffitti e apre pareti e mette in relazione mondi distanti e separati. Le insidie sono tante, ma forse bisogna correre dei rischi per chi ha idee e percorsi da proporre, superando barriere e compromessi”.

Si riesce ad immaginare l’imposizione di un distanziamento sociale simile a dei giovani di vent’anni fa? E se lo abbiano fatto con il proposito di catapultarci definitivamente nel mondo virtuale?
Ma come più volte ha detto il Dirigente Cutuli, nel accogliere e ringraziare gli ospiti, la didattica a distanza deve trasformarsi in un’opportunità, per reinventare un nuovo modo di concepire la lezione.
Così i quattro seminari svolti nell’ultimo scorcio dell’anno scolastico lo sono diventati e hanno suggerito possibilità nel mondo dei video-giochi (Fabio Viola, che crede fino in fondo nel suo lavoro e nella possibilità di lavorare in team), della scultura (Lorenzo Quinn, che generosamente invita gli studenti ad andare nel suo studio-laboratorio di Barcellona), dei racconti (Ilaria Flauto, che ringrazia affettuosamente i ragazzi del biennio per le meravigliose illustrazioni dedicate al suo “Coronello”) e infine nel favoloso mondo dell’arte di tutti i tempi (Emanuela Pulvirenti, che continua a prefigurare un mondo d’arte).

I nostri studenti, partecipando attivamente, sono stati invitati ad una riflessione profonda, dice sorridente la Rotundo, da una delle finestrelle della griglia meet, questi appuntamenti virtuali ci hanno consentito, nonostante tutte le difficoltà, di proseguire il nostro percorso di crescita intellettuale ed artistica.
C’è tanta voglia di fare, ritornando nei nostri laboratori, all’interno della nostra scuola”.