Un articolo dell’Osservatore Romano parla della “Kalibreria” di Soverato

“E del fatto che la bellezza possa salvare il mondo ne è convinto pure Domenico Commisso, presidente dell’associazione «a resistere di stampo culturale» con sede a Soverato «Kalibreria», che, guarda caso, mutua il nome dal greco kalòs, il bello. Insieme all’associazione, a giugno 2019, nasce la biblioteca di strada, intitolata al compianto autore soveratese Vito Maida, con libri letteralmente recuperati dalla locale discarica.

«È nato tutto così — chiosa Commisso — un giorno mi trovai in discarica e rimasi meravigliato dal gran numero di libri presente; chiesi di poterli prendere per riportarli alla loro funzione originaria e, cioè, quella di essere letti. Da allora, con altri amici, li rimettiamo in vita e, attraverso Kalibreria, eroghiamo prestiti gratuiti».

Quattromila sono i volumi attualmente in biblioteca, quelli recuperati molti di più. «Alcuni, difatti — continua Commisso — li abbiamo donati alle scuole e alle suore del comprensorio perché il nostro spazio è piccolo e i libri non si esauriscono mai, considerato che ora sono anche le persone esterne a contattarci e a regalarceli».

Dalla voce di Commisso trapela la gioia di compiere un’azione necessaria, «dare a tutti la possibilità di leggere e leggere qualunque cosa, dato che in discarica capita di tutto, per giunta edizioni degli anni Cinquanta o di autori calabresi di cui si vuole recuperare la memoria».

A causa del virus, la biblioteca lavora a domicilio. «Se ci scrivono, portiamo il libro a destinazione. Non ci fermiamo e tanti sono i progetti che abbiamo in cantiere, come, ad esempio, la catalogazione digitale dei volumi, di questo patrimonio culturale di cui non possiamo fare a meno».”