Un ragionamento sul traffico, e uno sulle traverse

Premessa storica. Il Corso, fin dal lontano 1935, era anche la Statale 106; dopo lunghe opposizioni e tergiversazioni e ripicche e rinvii, il traffico pesante e parte di quello leggero sono stati indirizzati sulla Tangenziale; ma il Corso ha mantenuto la sua funzione di rotabile, con qualche tentativo di chiuderlo; finché siamo arrivati alla situazione attuale.

Come tutti, anche io so che il progetto parla di sensi unici e altre operazioni inutili: e già, inutili, se per un senso unico, bastava un cartello, senza tutto questo ambaradan. A titolo personale, del progetto me ne impipo (vedi rompere appena costruito: alla faccia del progetto!); a titolo personale, ma sono in sempre più numerosa compagnia.

Ormai quasi tutti, inclusi i più restii commercianti, siamo nell’ordine d’idee che il Corso dev’essere pedonale h 24 x 365/6 gg l’anno. Si stanno aprendo esercizi, la gente s’incontra… e non vogliamo né auto né biciclette. A piedi, tutti a piedi!

È però vero che, se il Corso è chiuso al traffico, il traffico ne risente. Serve perciò una soluzione.
Il sistema dei sensi unici, risalente ormai a 40 anni fa, tutto sommato funziona; ma è stato concepito in funzione del Corso veicolare. Ora va ripensato in funzione del Corso pedonale.

Va ripensato, da chi? Non da me, che tra le cose di cui sono specialista e quelle di cui sono dilettante, non annovero i sensi unici. Serve un INGEGNERE DEL TRAFFICO, da portare legato e bendato al Comune, mettergli sotto gli occhi la mappa, e intimargli: Progetta!

Perché bendato e legato? Perché se comincia a domandare “Scusate, ma dove abita Ulderico?”, allora va licenziato subito a pedatoni. Egli deve ignorare nomi e indirizzi, e progettare il traffico di Soverato come fosse quello di Tokyo o di Brasilia: da tecnico ottuso. Aveva ragione Platone! Vedrete che in due giorni il tecnico ridisegna a monte e a valle, secondo scienza e regola d’arte.

Ora ragioniamo sulle traverse. Quelle a monte del Corso sono in decennale degrado; e bisogna pensarci. So che il Comune ha in mente un avviso pubblico rivolto anche ai privati, per possibili interventi sui marciapiede. Sarebbe bellissimo, piastrellare tutto come il Corso.
Vedremo. Servono soldi? Il brutto è quando ci sono i soldi senza idee. Se l’idea è buona, si trovano.

Ulderico Nisticò