Un raro video realizzato con drone mostra uno squalo che attacca e uccide una megattera al largo del Sudafrica

Conferma le ricerche sulle abitudini dei grandi squali bianchi che utilizzano una strategia di caccia per abbattere un’enorme megattera che non richiede una faticosa caccia. 

Un gruppo di ricercatori hanno catturato le immagini di un grande squalo bianco intento ad attaccare e abbattere una megattera strategicamente, un comportamento noto da tempo ma finora raramente ripreso e documentato dal vivo in modo così chiaro. Il video è stato realizzato con un drone al largo della costa del Sudafrica mentre abbatteva la balena da 10 m per un periodo di circa 50 minuti.

Secondo quanto riferito, la balena era in cattiva salute ed era intrappolata in una corda da pesca quando l’attacco ebbe luogo al largo di Port Elizabeth a febbraio. Il biologo marino Ryan Johnson ha dichiarato ai media locali che lo squalo era “molto strategico” per l’attacco. “Non c’era esitazione, era come se sapesse esattamente come farlo”, ha detto Johnson. Ha riferito che lo squalo è riuscito ad aprire un’arteria nella coda della balena, quindi si è messo dietro e ha atteso per circa 30 minuti fino a quando la balena è annegata prima di attaccare la testa.

“Anche se il suo  peso era di gran lunga inferiore, ha cercato di farlo rotolare, tirandolo verso il basso per mantenere il suo sfiatatoio, l’organo respiratorio dei cetacei, sotto l’acqua, apparentemente nel tentativo di affogarlo”, ha riferito Johnson. “È riuscito ad appesantirla sotto l’acqua e la megattera non è più risalita a galla”, ha aggiunto. Johnson non è stato in grado di dire se lo squalo abbia agito per istinto o intelligenza. Ha infine evidenziato che la pelle chiazzata della balena ha suggerito che era in cattive condizioni di salute.

Lo studio ipotizza che per molti esemplari gli animali in cattive condizioni di salute, siano la principale fonte di alimentazione. I grandi squali bianchi cacciano foche, leoni marini e cetacei di piccole dimensioni, come gli odontoceti. Il video, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dà nuovo sostegno allo studio del 2013 e alle successive ricerche sulle abitudini alimentari di questi pesci.