Un viaggio nella sicurezza dei bambini

I bambini cadranno, si schianteranno, scivoleranno e cadranno. Fa tutto parte dell’essere bambini e non lo vorremmo in nessun altro modo. Ma ci sono piccole cose che tutti possiamo fare per garantire che i bambini evitino le lesioni più gravi che possono portare a disabilità e persino alla morte. Il compito di proteggere i bambini il più delle volte spetta ai genitori e agli operatori sanitari, e spetta a loro familiarizzare con i rischi per la sicurezza all’interno e intorno alle loro case e comunità.

Come riporta il portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nei Paesi occidentali gli infortuni domestici rappresentano la prima causa di morte nei bambini e l’età più a rischio risulta essere quella tra i due ed i quattro anni. 

Per incidente domestico va inteso un evento che si verifica all’interno dell’abitazione o anche in eventuali spazi esterni annessi (per esempio giardini, garage, balconi, scale condominiali ecc…), indipendentemente dalla volontà della persona e che sono la causa scatenante di problemi di salute temporanei o permanenti. Da non sottovalutare mai anche le ripercussioni psicologiche, che possono essere gravi da diventare patologiche.

È importante prendere in considerazione i rischi specifici di ogni fascia di età, a cominciare proprio dalle prime ore di vita. Infatti, persiste la quantità di casi dalla cosiddetta “morte in culla”, per cui sarebbe opportuno mantenere sempre la sorveglia del bambino in modo continuativo. Fare sempre attenzione anche al posizionamento mediante cuscini e all’uso di coperte e lenzuolini, al fine di prevenire il soffocamento.

Nei mesi successivi bisogna adottare ogni precauzione per evitare le cadute, in particolare durante l’uso del fasciatoio, poiché il bambino comincia a muoversi e rotolare sulle superfici. Al tempo stesso bisogna mantenere lontano dalla sua portata gli oggetti di piccole dimensioni e le sostanze pericolose, in quanto comincia la sua voglia di portare qualunque cosa alla bocca e di sperimentare il mondo circostante.

Tra i 9 e i 18 mesi comincia la fase delicata in cui comincia a camminare, per cui bisogna prestare attenzione agli urti contro spigoli e superfici sconvolgenti, ma anche eliminare tutto ciò che può accadere se vi si aggrappasse. Uno dei primi acquisti da fare sono le protezioni per evitare che percorra le scale da solo.

A partire dai tre anni il bambino avrà piena mobilità, per cui è doveroso fare attenzione a finestre e terrazzi da cui potrebbe sporgersi troppo e soprattutto la cucina. Uno dei primi insegnamenti deve essere la pericolosità del fuoco, dei coltelli e evitare di lasciare sostanze pericolose (come detersivi e medicinali) alla portata dei bambini.

Intorno ai quattro anni è possibile avvalersi di smartwatch per bambini, in grado di mantenere il genitore in costante comunicazione con chiamate in entrata e in uscita; ancora più importante la localizzazione tramite GPS e il monitoraggio dei parametri vitali.

L’importante è seguire sempre le indicazioni degli esperti, senza farsi sopraffare dalle paure irrazionali. Queste ultime sono sempre più spesso alimentate da fake news o post inappropriati sui social, come nel caso della catena Facebook per non autorizzare l’isolamento dei figli a scuola in caso di sospetto Coronavirus.