Un viaggio “On the street” sulla strada della legalità

Il significato di un viaggio, sta nella scoperta; quella sottile linea rossa che lega il senso pratico del dovere, con quel naturale istinto alla curiosità, che solo i bambini possono ancora insegnarci o, perlomeno mostrare nella vita. Il viaggio è un’esperienza che ognuno di noi fa da solo o in compagnia, ma trova il suo valore nel momento in cui incontra quell’altro da sé, che con esso non ha nulla in comune; ed è da quello che comincia il vero viaggio. Chissà se per i ragazzi incontrati nei quartieri che, per 18 mesi hanno partecipato al Progetto “On the street”, l’esperienza è stata considerata; un invito al viaggio! Parafrasare un brano di Battiato, forse non rende l’idea, ma aiuta a immaginare. Il Progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento della gioventù e del servizio civile, nell’ambito del bando “Giovani per il Sociale ,  terminato lo scorso 9 dicembre, segna certamente una nuova tappa, nell’equilibrio dei rapporti tra la città e le sue periferie; quelle realtà dimenticate o ignorate per tanti anni, dove la vita segue naturalmente il suo corso, pur con tante difficoltà culturali, sociali, ma soprattutto nella costruzione di un’identità, che per anni gli è stata negata dalla schiavitù morale dell’indifferenza. Ora possiamo dire che se qualcosa si è mosso, il merito è anche di questo progetto. Un percorso che ha visto operatori, esperti e volontari, impegnati con il cuore e l’esperienza, nella diffusione della legalità e della socialità, all’interno dei quattro quartieri coinvolti, grazie a tante attività laboratoriali, nate con l’obiettivo di qualificare gli spazi di vita dei giovani, creare occasioni di confronto, di relazioni, di partecipazione, di condivisione delle esperienze e dei significati per costruire luoghi di elaborazione culturale da parte delle giovani generazioni.  Tutti hanno dato il loro contributo: dai giovani alle famiglie, con le quali si è instaurato un profondo rapporto di ascolto e condivisione, facendo di On the street, un piccolo osservatorio sulla qualità della vita, attraverso la percezione del tempo libero fuori dal quartiere d’origine.

Queste le attività realizzate durante l’intero percorso:

  • laboratori sportivi (palla a volo, basket, calcio)
  • laboratorio musicale (percussioni)
  • laboratorio del “fai da te” (prodotti di bellezza, cosmetica)
  • laboratorio fotografico
  • recupero scolastico (italiano, matematica e fisica)
  • sostegno educativo individuale e di piccoli gruppi in caso di conflitti
  • giochi educativi di gruppo
  • giochi di squadra
  • concorso fotografico
  • incontri di sensibilizzazione e di confronto sullo stato di degrado del quartiere, articolo e interviste televisive
  • 3 feste di quartiere
  • volantinaggio, promozione delle azioni progettuali, raccolta firme e sensibilizzazione per la ricerca di un locale al chiuso
  • acquisizione dell’autorizzazione all’uso di una sala condominiale, pulizia e tinteggiatura.

Un risultato significativo per un progetto ambizioso e rivolto alla costruzione di percorsi di cultura e legalità; nato con l’obiettivo di promuovere interventi tesi alla diffusione della legalità tra i giovani, attraverso l’impegno civico, la partecipazione attiva nelle problematiche sociali, la cooperazione in attività di sostegno alle fasce deboli, la promozione di attività che avvicinino i giovani alle Istituzioni.

Si ringrazia pubblicamente tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’intero progetto: I quartieri coinvolti di Mater Domini, Pistoia, Aranceto e Lido; i parroci e gli enti che hanno dato la disponibilità delle strutture e dei parchi nei quali realizzare le attività; La Cooperativa Eureka, Il Centro Calabrese di Solidarietà, La Cooperativa “Edizione Straordinaria”, l’associazione Solidales e gli altri enti coinvolti nella realizzazione del progetto con i loro educatori e operatori; i volontari che con passione, impegno e serietà, hanno coordinato le attività del progetto. Un ringraziamento speciale va ai tanti ragazzi, bambini e adolescenti che con entusiasmo, hanno condiviso il valore, le difficoltà e le prospettive future di un viaggio, che speriamo per loro, non finiscano mai.

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