Una Sanità “Malata” in Calabria


Con l’operazione “Sistema Cosenza” si è messo in luce , in parte, come da più tempo veniva gestita la Sanità nella nostra provincia e non sbagliamo nel dire in Calabria.

Un sistema diremmo scientemente organizzato nel corso degli anni, che si fondava sul malaffare e sul clientelismo, grazie al quale dirigenti Asp asserviti alla politica detenevano il potere nella sanità cosentina .

Se nel merito ci affidiamo all’indagine della Procura di Cosenza, sul metodo riteniamo opportuno evidenziare alcune considerazioni circa l’organizzazione e la gestione che ha inciso negativamente in questi anni sulla “pelle” dei cittadini che ad essa si rivolgevano.

In premessa affermiamo di essere garantisti per cui attendiamo l’esito delle indagini, nel contempo plaudiamo all’azione della magistratura e della Guardia di Finanza che ancora una volta hanno dovuto sopperire alla inefficienza di una classe politica sempre più egocentrica e collusa, distante dei reali bisogni dei cittadini costretti a estenuanti file o ancora peggio a emigrare in altre regioni così da aggravare le casse regionali.

Il quadro che ne viene fuori è disarmante e riguarda assunzioni con concorsi pilotati, appalti manipolati, bilanci falsati, una gestione fondata sulla disorganizzazione e l’incompetenza.

Occorre ricordare che la sanità calabrese cuba circa il 70% del Bilancio Regionale, un “valido” motivo per i responsabili Asp , politici e soggetti masso-mafiosi, di utilizzarla sia per interessi personali che come strumento clientelare, dove l’affarismo negli anni, ne ha depauperato le casse al punto da doverne falsificare i bilanci o di ometterne la presentazione.

L’aver aperto “Il vaso di Pandora” sulla Sanità cosentina, è una opportunità grazie alla quale si possa ripartire e fare giustizia verso chi ha mortificato le professionalità presenti tra medici e operatori sanitari, costretti a operare in un contesto difficilissimo. Una sanità dove il controllore si confonde con il controllato, dove ancora oggi non si è a conoscenza di un piano pandemico e vaccinale, motivo per il quale la Ugl Territoriale di Cosenza si appella al Commissario Dr. Longo affinché proceda speditamente a riorganizzare gli uffici, nel riaprire strutture ultimate ma chiuse,  assumere medici indispensabili al pronto soccorso sottodimensionato, dove operano con grosse difficoltà solo 7 medici su un fabbisogno di 24 , a indire concorsi per assumere infermieri e OSS, nel contempo invitiamo S.E. il Prefetto a vigilare e ad intervenire qualora non si proceda al rispetto delle regole, cosi da non vanificare l’azione della magistratura e delle forze di polizia, come purtroppo, abbiamo dovuto molte volte assistere.

Riteniamo indispensabile l’azzeramento di tutti gli incarichi e che le nuove nomine siano il frutto di accertate competenze e professionalità, in sintesi innescare quale unico elemento valutativo la meritocrazia e contestualmente dotarsi di una struttura di controllo indipendente al fine di evitare che si abbiano a verificare tali situazioni.

Guglielmo NUCCI
Segretario Provinciale UTL COSENZA