Usavano il figlio di 11 anni per spacciare, genitori condannati

Nove anni e due mesi al padre, R.P., e 8 anni alla madre, A.B., sono le pene inflitte dal gup di Milano Alessandra Di Fazio ai genitori di un bambino di 11 anni coinvolto in prima persona nella loro attività di spaccio di droga.

La coppia era stata destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare del 12 aprile 2021 insieme ad altre 35 persone (20 in carcere, 10 ai domiciliari) nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri della compagnia Duomo di Milano e della procura distrettuale antimafia sull’esistenza di tre gruppi criminali, tra cui il clan di piazza Prealpi con collegamenti con la ‘ndrangheta reggina Serraino-Di Giovine, ritenuti responsabili di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalle indagini, coordinate dall’aggiunto Laura Pedio e dal pm Gianluca Prisco, era emerso, tra l’altro, come il ragazzino, già da tempo affidati ai servizi sociali, in un’occasione aveva accompagnato il padre in Veneto per una consegna e nel suo zainetto di scuola erano stati nascosti tre etti di cocaina.

Con la coppia era finiti in carcere anche due “boss” della droga di piazza Prealpi, Bollate e Quarto Oggiaro. Gabriele Argiro’, 45 anni, calabrese di Petilia Policastro, soprannominato “Hulk”, ha preso 15 anni di reclusione mentre Domenico “Mimmo” Iamundo, 43 anni, anche lui originario della Calabria, 6 anni. In totale sono state poco meno di una trentina le sentenze di condanne decise dal giudice tra giudizi abbreviati e patteggiamenti.