Vaccini: buone notizie da Catanzaro Lido, pessime altrove

 Ho sentito, e da più parti e ognuna per conto suo, niente altro che lodi del sistema di vaccinazione operato a Catanzaro Lido: ordine, serenità, rispetto dei turni e degli orari, e, non meno importanti, afflusso parcheggio deflusso. Sono notizie che fanno bene al cuore: anche in Calabria si può essere seri.

 Mentre arrivano, da non pochi altri luoghi della stessa medesima Calabria, informazioni desolanti di disordine, confusione, proteste, vaccini mancati… E allora?

 E allora, io non so chi sono i responsabili di Catanzaro Lido e chi quelli di altri posti; ma mi pare ovvio che quelli di Catanzaro Lido hanno fatto bene, e gli altri no; quelli di Catanzaro Lido sanno lavorare, e gli altri no. Attenzione, qui non facciamo i giustizialisti: essere incapaci non è un reato, è solo essere incapaci. Ma voi salireste sopra un aereo il cui pilota è un incapace acclarato? Vi fareste operare da un medico noto cretino? Se poi ci sono anche reati, se la veda la magistratura. È però concetto vecchio quanto il mondo che un imbecille con poteri è, mediamente, più pericoloso di un lestofante. Perciò occorre autorità: l’incapace, a casa! Se i responsabili di centri vaccinali non funzionanti sono degli incapaci, vanno sostituiti, cacciati, messi in condizione di non nuocere.

 Che vuol dire, funzionare? Vuol dire svolgere la funzione per cui una cosa esiste e per cui una persona ha un incarico: in questo caso, vaccinare. Vuol dire la capacità di organizzare; e organizzare vuol dire ottimizzare: ridurre al minimo necessario l’impiego di energie umane e finanziarie, e ottenere il massimo di risultato. Non è affatto impossibile: bastano cervello e onestà.

 Se è stato possibile a Catanzaro Lido, ma non avviene altrove, i responsabili di altrove la devono pagare con l’ignominia: cacciati a pedatoni, e foto sui giornali.

 Il TAR darà ragione agli incapaci? Vediamo se avrà questo barbaro coraggio, il TAR. Intanto però gli incapaci si devono pagare l’avvocato, oltre ad uscire, ripeto, sulla prima pagina dei giornali.

 Purtroppo, la Calabria è zeppa di inetti e sciocchi che hanno fatto carriera per caso o per dolo o per appartenenza a partiti e logge; e sono dirigenti di qualcosa; e che sono andati in cerca del posto e non del lavoro. Vanno colpiti senza misericordia. Lasciate loro lo stipendio mal guadagnato, ma levateli dai piedi.

Ulderico Nisticò