Vaccini, gli infermieri di Catanzaro: “Non siamo professionisti solo sulla carta”


Gli infermieri di Catanzaro rilanciano il loro ruolo in vista del raggiungimento dell’immunità di gregge.

Subito una circolare del ministero della Salute per consentire l’applicazione dell’allentamento del vincolo di esclusività degli infermieri prevista nel decreto Sostegni.
E inoltre: una stabilizzazione dell’allentamento dell’esclusiva che consenta agli infermieri non solo l’intervento nella campagna vaccinale, ma l’assistenza anche sul territorio ai soggetti più fragili.
E ancora: sul modello già applicato a farmacisti e farmacie, consentire maggiore autonomia agli infermieri che operano sul territorio occupando ogni porzione e spazio del Servizio sanitario nazionale, i quali senza necessità di preparazioni particolari o tutoraggi.

La presidente Giovanna Cavaliere e tutti i Consiglieri dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro (Opi) fanno proprie le tre richieste che la Federazione Nazionale (FNOPI) con la presidente Barbara Mangiacavalli ha indirizzato a Draghi, Speranza, Gelmini e per conoscenza a Figliuolo, Curcio e Fedriga.
Nella sostanza c’è che anche gli Infermieri di Catanzaro intendono ribadire il loro ruolo di professionisti della sanità.

E con l’incedere della pandemia si dicono ulteriormente convinti che anche grazie al loro contributo l’immunità di gregge) entro luglio diventa un traguardo non solo da raggiungere, ma assolutamente raggiungibile.
«Siamo professionisti nei fatti e non solo sulla carta – ripetono all’Opi Provinciale catanzarese –. Siamo vaccinatori da sempre e per professione, ma prevedere il nostro intervento solo sulla carta senza dargli il necessario appoggio programmatorio e normativo significa legargli le mani e non consentirgli, nonostante le previsioni, di intervenire come vaccinatori non solo per chi arriva in ospedale o nelle strutture delle aziende sanitarie».

Tre richieste, appunto, cui seguirebbero altrettanti vantaggi da una “maggiore operatività”.
Il primo: possono scendere in campo anche fuori dell’ospedale almeno un terzo degli infermieri, degli infermieri pediatrici dipendenti e liberi professionisti dei 3500 iscritti all’Opi Catanzaro che moltiplicherebbero in modo esponenziale le vaccinazioni.
Il secondo: ne gioverebbero i soggetti fragili, soprattutto a quelli che durante la pandemia sono stati trascurati dai vari livelli di assistenza e che ora vanno recuperati per non mettere a rischio la loro salute.
Il terzo: gli infermieri, senza necessità di preparazioni particolari o tutoraggi (sono già vaccinatori da anni nei centri vaccinali) potrebbero allargare la platea dei vaccinati fino al domicilio, a vantaggio soprattutto dei più fragili.

Ed è per questo che anche l’Opi di Catanzaro si rivolge alle massime istituzioni regionali e ai parlamentari calabresi chiedendo di «sostenere l’introduzione già nella fase di conversione del Decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41 della possibilità per gli infermieri e gli infermieri pediatrici di svolgere l’attività di vaccinazione in autonomia e di prevedere le regole uguali per tutti per l’allentamento del vincolo di esclusività e le possibilità di intervento degli infermieri.
“Si tratta di affrontare con il massimo della potenzialità assistenziale la pandemia e si tratta di velocizzare quanto più possibile la vaccinazione per far fronte a contagi e decessi, ma anche di soddisfare i bisogni di salute dei più fragili che durante la pandemia sono stati trascurati».
Come dire: «Siamo infermieri nei fatti e non solo sulla carta».