Ancora una volta ci troviamo a raccontare l’ennesimo episodio di vandalizzazione delle nostre installazioni artistiche a Soverato.
Un gesto che lascia amarezza e che colpisce non soltanto delle opere, ma un progetto nato dall’amore per il nostro territorio e dalla volontà concreta di fare qualcosa di positivo per la nostra città.
Tre anni fa abbiamo scelto di costruire qui il nostro percorso, credendo nelle potenzialità della nostra terra e nella possibilità di valorizzarla attraverso l’arte, la creatività e l’impegno quotidiano. Alcuni di noi sono tornati al Sud durante il periodo della pandemia, altri hanno scelto di non andare via e continuare a credere in questo territorio. Tutti, però, abbiamo condiviso la stessa idea: restare e provare a creare qualcosa di bello proprio qui.
In questi anni siamo andati avanti grazie alla passione, ai sacrifici e soprattutto al sostegno degli sponsor privati che non smetteremo mai di ringraziare, perché hanno creduto nel nostro progetto e nella possibilità di dare qualcosa di diverso alla città. Senza il loro supporto, tutto questo non sarebbe stato possibile.
Le nostre installazioni sono nate con un solo obiettivo: creare valore, portare bellezza, attirare attenzione positiva e contribuire, nel nostro piccolo, a raccontare un volto diverso del Sud. Per questo motivo, ogni atto vandalico rappresenta non solo un danno materiale, ma anche un colpo morale verso chi prova ogni giorno a costruire qualcosa invece di arrendersi o andare via.
Ed è proprio questo il punto che oggi ci sentiamo di condividere con sincerità: troppo spesso si dice che al Sud manchino iniziative, che i giovani vadano via e che sia difficile costruire qualcosa. Ma quando ci sono ragazzi che decidono di restare, o di tornare, per investire tempo, idee ed energie nel proprio territorio, dovrebbero sentirsi sostenuti, rispettati e tutelati.
Noi non cerchiamo polemiche né scontri con nessuno. Ci auguriamo soltanto che arrivino segnali concreti di attenzione verso un progetto che, da tre anni, prova con impegno e sacrificio a valorizzare Soverato e il suo territorio.
Diversamente, con grande amarezza, saremo costretti a valutare la possibilità di smontare tutte le installazioni presenti in città e proseguire questo percorso altrove, in realtà dove il lavoro artistico e culturale possa trovare maggiore protezione e sensibilità.
Sarebbe una scelta dolorosa, perché questo progetto è nato qui e per questa terra. Ma chi decide di investire nel proprio territorio non può sentirsi lasciato solo davanti al ripetersi continuo di episodi del genere.
Noi continueremo a credere nelle idee, nell’arte e nella voglia di costruire qualcosa di bello al Sud. Perché il cambiamento che tutti chiedono parte anche da chi, ogni giorno, prova concretamente a crearlo.
I ragazzi di Windowsea 