Venerdì 8 Aprile a Sant’Andrea Jonio si parla di Aromaterapia

Le demenze colpiscono il 6.4% della popolazione con più di 65 anni di età (circa 800.000 pazienti in Italia) e si calcola che almeno nel 54% dei casi si tratta di demenza di Alzheimer. Accanto all’enorme costo in sofferenza umana per il paziente (il 40-60% dei pazienti soffre anche di dolore che non riesce a comunicare), la famiglia ed i “care givers”, il costo annuo per la cura di un paziente con demenza, stimato in circa 60.000 € e di cui il 71% dei costi diretti (circa 11.000 €) è a carico delle famiglie, dà la dimensione sociale della malattia. La demenza colpisce la sfera cognitiva (memoria, linguaggio, percezione o cognizione sociale etc.) dell’individuo per la quale la terapia  attuale (basata su farmaci anticolinesterasici e memantina) offre un temporaneo rimedio. Benché intensamente studiati, i farmaci basati su strategie innovative rispetto agli attuali ancora non hanno dato risultati apprezzabili. Già dopo dieci mesi dalla diagnosi di demenza, accanto ai sintomi cognitivi si aggiungono sintomi molto gravi della malattia, quali quelli che formano il disturbo comportamentale e psicologico, per i quali la terapia cognitiva non è efficace. Inoltre, la terapia a lungo termine con psicofarmaci (neurolettici, neurolettici atipici etc.) espone a gravi rischi la stessa vita dei pazienti con un aumento di circa due volte del rischio di morte rispetto al placebo. Interessante è la recente dimostrazione che la sola sospensione controllata della terapia con farmaci antipsicotici aumenta significativamente la sopravvivenza ancora dopo 42 mesi dalla sospensione.

I risultati di studi clinici controllati hanno attratto l’attenzione sull’aromaterapia somministrata per massaggio quale rimedio per il controllo del disturbo comportamentale aggressivo e di agitazione in pazienti con demenza. I risultati di alcuni di questi studi dimostrano come essa risulta efficace almeno quanto i farmaci antipsicotici atipici ma, rispetto a questi, sia priva di tutti i loro gravi effetti collaterali.

L’importanza di tali risultati origina anche dalla nozione che il paziente con demenza è molto spesso anosmico (non percepisce gli odori); pertanto, l’azione terapeutica dell’aromaterapia non è attribuibile ad un mero effetto psicologico bensì all’azione farmacologica di principi attivi che, attraverso il sangue, raggiungono il cervello.

Almeno il 30% dei farmaci oggi disponibili in farmacia ha origine dal mondo vegetale. L’aromaterapia è una forma specializzata di fitoterapia che usa gli olii essenziali estratti da diverse parti di piante aromatiche e diffusamente impiegata per la cura di disturbi clinici minori. Gli olii essenziali sono composti da centinaia di molecole, di cui una parte volatile, che formano il fitocomplesso dotato di attività biologiche che solo di recente sono state in parte comprese grazie alla ricerca di base.

L’aromaterapia è conosciuta e praticata da millenni in tutte le civiltà. Tuttavia, solo nel novecento ha inizio lo studio sistematico delle azioni farmacologiche degli olii essenziali. La prima pubblicazione censita da PubMed (database del National Institute of  Health, USA) risale al 1880 e riporta gli effetti cardiovascolari di alcuni olii essenziali pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Physiology.

Nei paesi industrializzati l’interesse per l’aromaterapia è molto cresciuto nella seconda metà del secolo scorso per il trattamento delle conseguenze comportamentali dello stress come i sintomi d’ansia e le turbe dell’umore, i disturbi del sonno ed alcune forme di dolore. La ricerca di base ha fornito molte informazioni sulla composizione degli olii essenziali e, nel corso degli ultimi due decenni, anche sulle loro attività biologiche. Tuttavia, pochi sono i trial clinici controllati avviati per studiare l’efficacia e la sicurezza dell’aromaterapia in diverse aree terapeutiche nell’uomo.

Sulla base dei dati clinici disponibili, gli antipsicotici atipici (particolarmente il risperidone) rimangono un importante, sebbene limitato nel tempo, presidio terapeutico nel controllo delle manifestazioni più gravi della demenza (per es. per il comportamento aggressivo) mentre è necessario che non vengano più prescritti per lunghi periodi (superiori alle dodici settimane).

Inoltre, è auspicabile che, in un contesto sperimentale, l’aromaterapia, così come altre forme “non-farmacologiche” di intervento, entri a pieno titolo a far parte delle opzioni terapeutiche complementari a disposizione delle residenze sanitarie assistite e delle famiglie che vivono quotidianamente accanto ai pazienti con demenza. A tal fine, nell’ambito del quadro normativo vigente, è importante l’intervento programmatorio regionale di attività di ricerca e formative coinvolgente il personale sanitario ed i “care givers” finalizzato alla realizzazione di una sperimentazione che dia inizialmente garanzia di minimali obiettivi di appropriatezza.loc5bloc5

 

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