Verso ipotesi più attendibili sulla nascita di Badolato e di tutti i borghi jonici

Caro Tito, da qualche anno a questa parte leggo su varie pagine internet quelle che a mio parere possono essere considerate (in mancanza di chiare documentazioni) solo “ipotesi” anche se date per certe, in buona o cattiva fede, sulla nascita del borgo di Badolato. La più importante riguarda la data o il periodo risalente alla fondazione “ufficiale” del primo nucleo abitato, istituzionalmente organizzato, che taluni ripetono incessantemente e acriticamente essere stato creato nel 1080 dal conte di Calabria Roberto il Guiscardo.

Informazione presa probabilmente da un racconto storiografico ipotetico ma passato come certo, senza però alcuna fonte affidabile o attendibile documento. L’autore di tale racconto dà l’impressione che, a sua volta, non abbia evidentemente ragionato sui tempi. Comunque sia, poiché finora non ci sono verità storiche pienamente accertate, cerchiamo di ragionarci su e … magari aggiungere, con umiltà, a tutti i nostri discorsi un “probabilmente” a qualsiasi ipotesi avanzata da chiunque sia, in mancanza di inconfutabili prove. E il discorso sulla nascita del primo nucleo abitativo organizzato (spontaneo o istituzionalizzato) di quello che sarebbe stato in seguito il borgo di Badolato può valere per quasi tutti gli antichi paesi collinari calabresi che si affacciano sul mare Jonio (ma per taluni anche sul Tirreno).

2-badolato-visto-dal-conventoPreciso che non sono né storico né storiografo. Tuttavia, sono abituato a stare sui dati e, quindi, ritengo di poter dire (forse come tutti) la mia opinione ragionata in assenza finora di documenti certi, con la speranza che queste mie riflessioni possano riuscire utili e sollecitare ad una più attenta valutazione storica da parte dei professionisti o degli addetti ai lavori. Segui, per piacere, caro Tito, le seguenti argomentazioni, le quali a loro volta potrebbero pure soffrire di qualche involontaria imprecisione. Me ne scuso, però confido che ne resti salva la logica del discorso.

1 – BADOLATO FONDATO DA ROBERTO IL GUISCARDO?…

Cerchiamo quindi di capire se il borgo di Badolato sia stato fondato nell’attuale sito da Roberto il Guiscardo attorno all’anno 1080 (come sostenuto da qualcuno) o più anteriormente da Niceforo Foca dopo l’anno 855 (come sostenuto da altri). Fermo restando che nel territorio dell’attuale Comune di Badolato ci fossero già (più anticamente delle predette date) alcune comunità sparse nei luoghi di produzione rurale (marina, collinare e montana) con una qualche autorità di riferimento locale e centrale, nei periodi precedenti a cominciare dall’età della pietra e giungendo (via via con i popoli pre-italici, italici, greci, romani e bizantini) fino all’edificazione di un agglomerato protetto ed urbanisticamente omogeneo, giunto fino ai nostri giorni pur con qualche rimaneggiamento, attraverso i secoli.

A – Pare che nel 1059 da papa Niccolò 2° il suddetto Roberto il Guiscardo (il furbo, cioè) abbia ottenuto l’investitura di Duca di Puglia e di Calabria e Signore di Sicilia. Tale Guiscardo (Roberto d’Altavilla) è nato nel 1015 in Altavilla di Normandia (attuale Francia del nord-ovest) ed è morto nel 1085 nell’isola greca di Cefalonia. Era fratello maggiore di Ruggero I (Altavilla 1031 – Mileto di Calabria 1101), il quale nel 1071 divenne Gran Conte di quella Sicilia quasi definitivamente liberata dal dominio musulmano.

3-roberto-guiscardo-e-ruggero-i-normanniB- Nel 1968 Cesare Mulé ha ridato alle stampe in Catanzaro il libro “La Certosa di Serra” (già edito dal locale Ente Provinciale per il Turismo nel 1962). Alla pagina 43 ci dovrebbe informare di una donazione del casale di Badolato a favore dei Certosini di Serra effettuata nel 1116 da Riccardo di Loritello e dalla moglie Berta con atto notarile (scritto in lingua greca, si badi bene). Come si sa, i Normanni erano stati agevolati da papa Urbano 2° per la conquista del Sud Italia con il preciso impegno però di “latinizzare” tutto ciò che era greco-bizantino. Evidentemente, nel 1116 a Badolato o in zona i notai usavano ancora la lingua greca nei loro atti ufficiali. Due giorni fa, ho telefonato al prof. Cesare Mulé (già sindaco di Catanzaro) per saperne di più, ma, per problemi di salute non è stato in grado di essermi utile. Egli, quando era in forze, è stato un grande calabrese. Lo dovremmo ringraziare per tutto ciò che ha fatto con grande amore per la nostra Terra.

C – A meno che il notaio non sia stato portato da Catanzaro (cosa che al momento non ci è dato sapere) possiamo presumere che fosse di Badolato o di Serra o di Mileto (allora “capitale” normanna). Se fosse stato un notaio di corte avrebbe redatto l’atto di donazione in latino. Il fatto stesso che tale documento sia stato scritto in greco ci autorizza a dedurre che fosse appartenuto all’apparato burocratico-amministrativo dei Bizantini appena cacciati dalla Calabria proprio dai normanni di Roberto il Guiscardo.

D – Se il notaio era di Badolato (cosa assai probabile) possiamo ipotizzare che a tale nome corrispondeva un borgo di una consistenza tale da avere un tale funzionario pubblico. Comunque sia, Badolato era nel 1116 Terra e Casale (così definito dal documento), cioè piccola presenza amministrativa territoriale. Praticamente non era formato esclusivamente da “case sparse” ma da un agglomerato organizzato, con una classe dirigente (almeno intermedia) ancora di cultura e lingua greca-bizantina che andava latinizzata, come da progetto papale.

4-niceforo-foca-alla-conquista-di-amantiaE – La tradizione orale badolatese e alcuni “storici” ascoltati durante le tante curiosità della mia giovinezza affermavano che il primo nucleo urbano organizzato sia stato edificato dal comandante bizantino Niceforo Foca nell’anno 855 attorno al cenobio basiliano di Santa Caterina d’Alessandria (egiziana, martirizzata nell’anno 305). Tale luogo dove oggi c’è il rione Mancuso con al centro proprio la chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, altrimenti detto popolarmente “Gurna” (deposito d’acqua utilizzato per gli orti posizionati nella valle attorno al torrente Graneli), era stato scelto per il fatto strategico di non essere visibile dal mare, percorso quasi quotidianamente da “terroristi”, pirati e razziatori islamici che avevano base nella vicina Sicilia appena conquistata dai musulmani.

A quei tempi, nel territorio di Badolato così come dall’Aspromonte al Pollino erano assai diffusi i romitori, gli eremi, i cenobi degli asceti (monaci e laici) tanto che la Calabria veniva denominata “la nuova Tebaide”. Tutti questi eremiti erano riparati nella nostra Calabria da tutto il Medio-Oriente e dalla Sicilia, luoghi conquistati dagli eserciti islamici. Oggi, di tutta quella tradizione resta soltanto il santuario basiliano rurale della Madonna della Sanità (su una montagnola a tre chilometri dal borgo) e il ricordo di vari siti disseminati tra collina e montagna.

5-santuario-madonna-della-sanitaInoltre, pare che esista una documentazione attestante l’inaugurazione della chiesa di Tutti i Santi o di Ognisanti sul più importante crinale di Badolato (uno dei tre colli su cui è costruito il borgo, molto più in alto della “Gurna”) in data primo dicembre 1120, cioè 4 anni dopo la donazione ai certosini del territorio di Badolato da parte dei Duchi normanni di Catanzaro. Se c’era la necessità di edificare una nuova chiesa (sicuramente più grande di quella basiliana esistente alla “Gurna”) vuol dire che l’iniziale borgo aveva già sufficienti abitanti per esercitare i culti religiosi in uno spazio più capiente.

Probabile che tale chiesa intitolata a “Tutti i Santi” sia stata edificata dai normanni proprio come principale presidio del culto latino, come edificio religioso di corte (forse baronìa) e anche come evidente ostentazione e sfida a chiunque, poiché si poteva vedere dal mare. La notizia dell’inaugurazione di tale chiesa (oggi del Santissimo Salvatore o matrice) dovrebbe essere reperibile nel volume primo pagina 112 della “Storia di Catanzaro” di Modesta De Lorenzis, Napoli 1972. Nel 1973, durante le mie ricerche per la tesi di laurea, ho conosciuto personalmente il gentile papà De Lorenzis che aiutava la figlia Modesta nella preparazione dei volumi. Mi ha cordialmente intrattenuto nel proprio domicilio per tutto un pomeriggio a parlarmi di Badolato e delle sue tante ricerche storiche.

F – Che ruolo ha avuto in Badolato e dintorni il condottiero bizantino Niceforo Foca I (Cappadocia 830 – Bisanzio 896), inviato in Calabria nell’anno 855 dall’imperatore di Costantinopoli-Bisanzio per organizzare le popolazioni e la difesa territoriale in sud Italia contro l’avanzata dell’Islam (che aveva già aggredito la Sicilia nell’anno 827 per concluderne la conquista nel 965)?…

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuando ero ragazzo (attorno agli anni Sessanta), in molti ambienti culturali calabresi, circolava la notizia che è stato proprio questo Niceforo Foca ad aggregare dall’anno 855 in poi gli abitanti rurali della costa jonica sui contrafforti collinari e montani per una migliore difesa collettiva soprattutto contro l’invadenza musulmana, specialmente via mare. Cosa che poi fu proseguita da tutti i nostri dominatori, più sostanzialmente dagli Aragonesi, poiché i maggiori pericoli per noi calabresi sono quasi sempre venuti dal mare sud-orientale (oltre che dal nord Italia, dall’Europa nordica, orientale e occidentale). Tutti qui, da noi, come mosche al miele!

Al tempo dei bizantini minacciati dai musulmani (in particolare nel fatidico anno 855), nell’attuale territorio di Badolato l’aggregazione “urbana” sarebbe avvenuta attorno al cenobio basiliano della “Gurna” (odierno rione Mancuso e chiesa di Santa Caterina). Un’operazione militare preventiva e difensiva che avrebbe interessato, appunto, tutta la fascia jonica. Se questa notizia fosse vera, quasi tutti i paesi collinari del versante jonico della Calabria sarebbero stati “fondati” dall’anno 855 in poi come primissimo nucleo organizzato e presidiato da una autorità civile, militare e religiosa. Bisognerebbe verificare come ne scrivono gli storici locali di ogni borgo che si affaccia sullo Jonio.

2 – NICEFORO FOCA

A dare credito alla tradizione scritta ed orale, è rimasta molto alta la popolarità di Niceforo Foca cui ho fatto cenno finora. Tanto è che alcune località meridionali avrebbero adottato “San Foca” come patrono, proprio in suo onore. Avrebbe fondato, tra tanti altri borghi, l’odierna Francavilla Angitola e la stessa città di Catanzaro (che per un certo periodo pare fosse denominata, a sua celebrazione, proprio “Rocca Niceforo”).

7-territori-bizantini-800-d-cAvrebbe fondato persino le diocesi di Santa Severina, Nicastro, Amantea, Belcastro. Insomma, pare sia stato un grande riorganizzatore, tutto teso a rafforzare i legami della Calabria con l’impero romano d’Oriente. Un suo diretto erede è stato addirittura imperatore a Bisanzio-Costantinopoli.

3 – L’IPOTESI PIU’ VEROSIMILE E PLAUSIBILE

Visto e considerato quanto sopra, con mio modesto parere (ma, ripeto, sono un profano di Storia e, quindi, parlo da cittadino semplice cui piace però conoscere le cose vere) ritengo che l’ipotesi più attendibile della fondazione effettiva e probabile non soltanto di Badolato, ma di tutti o quasi i borghi collinari jonici, possa risalire al periodo di due secoli, tra l’anno 855 e l’invasione dei Normanni (1047-1061) proprio a motivo della missione avuta da Niceforo Foca di realizzare una rete di roccaforti e fortilizi o fortezze a di difesa del territorio della Calabria e del Sud bizantino. Caso mai, i Normanni hanno potenziato (a modo loro) i luoghi di difesa già preparati dai bizantini in funzione anti-islam.

Sarei proprio assai lieto se gli storici accertassero la verità non soltanto sulla fondazione di Badolato borgo ma di tutti gli altri antichi centri urbani, quasi sicuramente sorti dentro a recinti rudimentali che nel corso dei secoli sono stati consolidati e potenziati in vere e proprie mura di cinta per difendere gli abitanti e il territorio dai continui attacchi provenienti dal mare.

4 – RINASCITA DI BADOLATO SOLO DALL’ARARAT ?

C’è una “fake-news” o “bufala” che gira sui cosiddetti “social” ed è riferibile all’inizio della “rinascita” o della “rivitalizzazione” di Badolato borgo, già falcidiato dall’emigrazione e dal suo abbandono per le più comode case di Badolato Marina, di Soverato e di altri paesi vicini. Persino esponenti qualificati delle varie amministrazioni comunali di questi ultimi decenni hanno attribuito e continuano imperterriti ad attribuire (persino in interviste ufficiali) il contrasto allo spopolamento quasi totale del borgo antico alla lunga presenza dei profughi curdi sbarcati dalla nave Ararat il 27 dicembre 1997.

8-nave-araratChi indica tale data (1997) lo fa per malafede, per opportunismo, per ignoranza o perché nel 1986 era troppo piccolo per capire o forse non era ancora nato e, magari, nessuno lo ha informato o non si è voluto informare, ignorando la storia recente del proprio paese, per indolenza o altro deprecabile motivo. Nonostante il sito ufficiale del Comune di Badolato attesti come accaduto proprio nel 1986 (con nome e cognome dei protagonisti) l’inizio della valorizzazione e del tentato ripopolamento del borgo, i cui abitanti diminuivano già da allora in modo assai esponenziale e preoccupante.

Chi ignora il 1986 lo fa per malafede, soprattutto perché appartiene a quella categoria di cittadini o di classe egemone che segue il filone della “damnatio memoriae” fomentata dalla quella parte della dirigenza comunista o ex-tale che nel 1987-88 mi ha condannato all’esilio, essendo stato, appunto, l’iniziatore (il 07 ottobre 1986) della vicenda del “paese in vendita” che ha dato il primo serio scossone allo spopolamento con clamore anche internazionale e con i risultati ben documentati (e ancora visibili) che non possono essere ignorati se non dalla distorsione voluta e strumentale della realtà storica e persino topografica.

9-damnatio-memoriaeLa cosiddetta “damnatio memoriae” è una locuzione in lingua latina (così informa pure Wikipedia) che significa letteralmente “condanna della memoria”. Nel diritto romano indicava una pena nella cancellazione di qualsiasi traccia riguardante una persona, come se essa non fosse mai esistita. Solitamente la “damnatio memoriae” comportava l’esilio in un luogo il più lontano possibile da Roma (come è accaduto al grande poeta Publio Ovidio Nasone, inviato agli estremi confini dell’Impero, nell’attuale Romania – Mar Nero, nell’anno 8 dopo Cristo) oppure, come accadeva nella Russia zarista e Unione Sovietica comunista, l’internamento nei tremendi “gulag” (molto simili ai lager nazisti) o campi di rieducazione specialmente riservati agli intellettuali scomodi, a dissidenti o agli oppositori politici. GULAG è acronimo di “Direzione principale dei campi di lavoro” ma ha significato tantissimo per la impressionabilità dei popoli democratici.

10-damnatio-memoriae-fascismoPreciso che la “damnatio memoriae” è cosa assai gentile rispetto al fango e alle calunnie che tendono non soltanto a cancellare una persona o un evento storico ma a sporcarlo e a renderlo indegno delle presenti e delle future generazioni. E’ tipico delle dittature ideologiche e degli imperialismi anche occidentali. Nel mio caso, più abominevole è quando la fabbrica del fango viene ancora mantenuta da chi ha addirittura avuto vantaggi da quella mia iniziativa del “paese in vendita”. Per enfatizzare, si suole dire che “la cattiveria è più grande della misericordia divina”.

 5 – BADOLATO TAPPA DEL CAMMINO BASILIANO

Caro Tito, a proposito dei cenobi o degli eremi basiliani calabresi (compresi quelli della “Gurna” e della Madonna della Sanità di Badolato) ho avuto modo di leggere della recente, bella iniziativa e interessante progetto promozionale e socio-culturale del “Cammino basiliano” ideato e perfezionato da Carmine Lupìa e dai suoi amici (in 8 anni di studi, pare). Per Badolato e dintorni sta collaborando l’AOPT (associazione degli operatori turistici della “Riviera e borghi degli Angeli”) come mi ha appena riferito il dottore Guerino Nisticò. Tale percorso (formato, al momento, da circa mille chilometri e quasi sessanta tappe) dovrebbe essere formalizzato e comunicato ufficialmente a breve e pare che verrà anche istituzionalizzato.

Si ha fiducia che possa divenire uno dei più efficaci motori per il turismo di qualità e per un ritorno alla spiritualità in Calabria … “la Nuova Tebaide” come era stata definita nell’alto medioevo per quanti eremi, cenobi e romitori presentasse, specialmente tra le montagne più impervie, come l’intera zona del “Mercurion” (nel nord-ovest della provincia di Cosenza, sui monti del Pollino al confine con la Basilicata).

6 – GUARIRE DALLE IDEOLOGIE PURE STORIOGRAFICHE

Caro Tito, qualcuno potrà obiettarmi che (ai tempi di un delicato passaggio forse epocale quale quello del coronavirus Covid-19) non è forse opportuno disquisire di tali temi, poiché ci sono tanti altri argomenti più importanti da affrontare. E, in parte, è vero. Così come è altresì vero che persino il Covid-19 rientra nel medesimo calderone delle ideologie che falsano la realtà.

Infatti, attribuire la fondazione del borgo di Badolato (e probabilmente di quasi tutti i borghi collinari della costa jonica calabrese) a Roberto il Guiscardo o a Niceforo Foca o ad altri storicamente ipotizzabili o accertabili, non sembra affatto … però dipende dal sistema ideologico dello storico o storiografo che effettua scelte di attribuzione persino al di fuori della verità. La storiografia, in pratica, non è esente dalla tentazione ideologica di chi la scrive, manovrando (per quanto possibile) a proprio vantaggio eventi e personaggi storici che invece, come ogni altra cosa al mondo, invocano unicamente e solo “verità” anche se scomode o non gradite.

12-badolato-in-rossoE’ ciò che sta succedendo – mi pare – addirittura nella gestione del Covid-19 a livello italiano e degli altri singoli Paesi, a livello globale con l’Organizzazione mondiale della Sanità, Agenzia delle Nazioni Unite. Opinionistica ideologica e ideologia scientifica stanno facendo conflittuale mostra di sé su tutti i mezzi di comunicazione di massa (dalle TV ai giornali, dai social al cosiddetto “uomo della strada”) ingenerando disagio, panico e persino indisciplina sociale là dove, al contrario, necessiterebbe un indirizzo convincente e vicino alla realtà. Fatto sta che, come nelle guerre, a chi ha la responsabilità dei popoli non interessa il numero dei morti né il disastro sociale che un tale evento può e sta causando. E tutto per ideologia, anche o soprattutto economica.

E’ talmente importante la guarigione dalle ideologie che, se mi permetti, vorrei tornare in un prossimo futuro su tale argomento, essendo altamente strategico nei destini dell’Umanità, strattonata, umiliata e straziata proprio dalle ideologie, di qualsiasi genere e forma. Tanto che oserei affermare che la prima e più urgente pace è quella ideologica. E tale indispensabile pace si ottiene guarendo proprio dal più infestante e devastante dei virus invisibili che è quello delle ideologie. Si comincia a guarire prendendo atto della realtà nuda e cruda, senza guardarla o mostrarla in modo distorto con i tantissimi occhiali delle molteplici ideologie egoistiche. Sappiamolo una volta per tutte: LE IDEOLOGIE FANNO MALE. A volte pure troppo e tanto da rischiare di non venirne fuori.

7 – GIORNATA DELL’EUROPA 9 MAGGIO

Caro Tito, oggi sabato 09 maggio 2020 ricorre il 75mo anniversario della fine ufficiale della seconda guerra mondiale ed è data indicata come “Festa dell’Europa” (colonna sonora “l’inno alla gioia” di Ludwig van Beethoven). Ero in vacanza di gruppo a Leningrado (odierna San Pietroburgo) il 9 maggio 1984, ancora in pieno regime comunista, ed ho potuto vivere, assai emozionato, con alcuni russi l’evocazione delle grandi sofferenze patite da quel popolo eroico per respingere il feroce e bene armato assalto dell’esercito nazista. L’Unione Sovietica ha pagato con oltre 20 milioni di morti quella raccapricciante guerra scatenata da Hitler.

13-fontane-e-obelisco-a-moscaNel luglio 2019 ero a Mosca, in visita notturna di gruppo anche alla grande “Collina degli Inchini” (Poklonnaja Gora) dove sorge l’immenso Parco o Monumento alla Vittoria della seconda guerra mondiale che ospita il più grande obelisco della Russia, alto 141,8 metri per ricordare che quella “grande guerra patriottica” contro il nazismo è durata esattamente 1.418 giorni. La caratteristica più commovente è che, di notte, numerosissime fontane si colorano di rosso a memoria di tutto il sangue versato per la difesa della Grande Madre Russia.

Ritengo sia assai salutare per l’anima e la nostra memoria il visitare (preparati e devoti) i luoghi del dolore delle guerre, per renderci maggiormente conto di come e quanto i conflitti facciano male ai popoli, poiché, alla fin fine, tutti siamo perdenti. La stessa Italia, ad esempio, è disseminata di cimiteri militari, di lapidi-ricordo, di monumenti commemorativi di stragi e di battaglie atroci. Ma anche nel resto d’Europa, per odiare le guerre (unico odio consentito) basterebbe visitare i lager e tanti altri luoghi dove si sono consumate le efferatezze ideologiche e belliche delle nazioni e degli eserciti. Mai più guerre! Mai più conflitti di alcun genere!

8 – SALUTISSIMI

Caro Tito, noi che apparteniamo al mondo dell’informazione siamo tenuti, anche eticamente, ad attenerci il più scrupolosamente possibile alla realtà dei fatti. Ed anche quando esprimiamo un’opinione questa va comunicata con tutti i crismi della onestà intellettuale.

14-affresco-bizantino-a-badolatoI giornalisti come noi sono, a modo loro, dei cronisti storici, poiché in futuro il nostro racconto può contribuire alla ferità di persone e di fatti. Pure da qui, la necessità di essere il più possibili aderenti alla realtà e alla verità. E’ altresì un problema etico e di onestà verso i nostri lettori presenti e futuri. Perciò, la verità va garantita ma anche pretesa, come, da cittadino, sto facendo adesso chiedendo che si faccia luce e distinzione sulla data e il fondatore del borgo antico di Badolato e di tutti gli altri paesi medievali calabresi, specialmente quelli che insistono sulle colline o le montagne che si affacciano sullo Jonio e sul Tirreno.

In attesa di scrivere ed inviarti la Lettera n. 281 su un tema di largo interesse, ti ringrazio come sempre e come sempre ti saluto con tanta cordialità!

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)