Vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi, solo promesse ma nei fatti concreti alcun risultato

Riceviamo e pubblichiamo:
Continua a tenere banco la vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi, sia in ottica contrattualizzazione e ultimamente in termini di spettanze, perché per questa categoria di “Eterni e bistrattati” precari, non c’è alcun provvedimento sia da parte dell’attuale Governo PD-M5S (che sembra già paralizzato nel dare risposte in termini di contrattualizzazione a queste persone) e dall’attuale Giunta Regionale calabrese (il cui interesse per la vertenza dei tirocinanti calabresi s’intravede dall’ultimo Consiglio Regionale del 30/09/2020 visionabile sull’apposito canale Youtube).

A parte le continue parole (anche in vista della prossima campagna elettorale che interesserà nuovamente il territorio Calabrese) che quotidianamente offuscano la drammatica vertenza dei tirocinanti calabresi che operano presso Enti Pubblici e Privati e presso Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) la reale impressione è che del futuro di queste persone, non interessi praticamente a nessuno. (ci vorrebbe una forte volontà politica nel risolvere la vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi ma per inerzia o per dettami che provengono dall’alto, alberga il nulla di fatto tenendo al filo circa 7.000 persone che almeno sperano in una contrattualizzazione nelle aree in cui si trovano quotidianamente ad operare come tirocinanti e non come lavoratori).

Oltretutto non si è provveduto neanche a tenere fede all’impegno della penultima Giunta regionale calabrese a guida Oliverio in ottica storicizzazione dei tirocinanti calabresi stessi mentre attualmente per queste persone si prospetta l’automatica esclusione da qualsiasi misura di politica attiva per il semplice fatto di averne già usufruito e lo spauracchio del trovarsi presto sulla strada con il nulla di fatto e di ricominciare chissà come, non è una trama di pura fantascienza ma è il drammatico futuro che ingiustamente toccherà a queste persone di cui molte con famiglie a carico e monoreddito, con una età anagrafica che difficilmente può trovare collocazione nel mondo del lavoro (già notevolmente massacrato dall’emergenza Covid-19).

Al dramma di queste persone si aggiunge anche la scarsa voce in termini di tutela e di rappresentanza da parte delle tre principali sigle sindacali calabresi (Uil,Cisl,Cgil) mentre interessamento finora ha trovato nella sigla sindacale calabrese USB. Seguiranno aggiornamenti…