Le cospicue somme stanziate recentemente per lo sviluppo del Vibonese portano con sé un interrogativo profondo che travalica qualsiasi riflessione sul tema.Ciò che emerge con prepotenza, analizzando l’assegnazione dei fondi ai vari comuni, è l’assenza totale di una visione d’assieme, di un disegno organico capace di pensare il territorio come un sistema unico e integrato.
Ci troviamo di fronte all’ennesima stagione di interventi a pioggia, speculari a quelli già visti con il PNRR, che finiscono per disperdersi in mille rivoli, alimentando opere spesso inutili e prive di respiro strategico.
La logica che sembra muovere queste decisioni è quella, purtroppo antica, dell’appartenenza politica e dell’amichettismo, un sistema clientelare che sacrifica il bene comune sull’altare del piccolo consenso locale.
Questo scenario mi riporta alla mente riflessioni nate molti anni fa, quando il tema dello spopolamento e della “restanza” non era ancora un’emergenza quotidiana come lo è oggi. Già allora, prendendo come esempio la strada provinciale Filogaso-San Nicola Da Crissa, appariva chiaro come le infrastrutture fossero di vitale importanza.
Negli anni Sessanta, quella strada interpoderale, fortemente voluta da una politica che sapeva ancora guardare al futuro, aveva strappato Filogaso dal suo isolamento. Quel tracciato era diventato un’arteria fondamentale, un’occasione di scambio culturale e commerciale che portava vita nei negozi e nei bar del paese. Era la dimostrazione che la politica, quando è passione e visione, può cambiare il destino di una comunità.
Tuttavia, la successiva perdita di potere contrattuale e una cronica mancanza di lungimiranza politica dei gruppi dirigenti successivi hanno ribaltato quel progresso.
La scelta di far passare l’attuale tracciato della Superstrada delle Serre lontano da Filogaso ha rappresentato una condanna definitiva, trasformando il paese in un luogo isolato.
La costruzione di semplici bretelle di collegamento si è rivelata un palliativo del tutto insufficiente a contrastare la marginalità. Senza la capacità di gestire il presente con uno sguardo rivolto al domani, la politica si limita ad amministrare l’esistente, e spesso lo fa in modo approssimativo.
La prova di questo fallimento è arrivata dai fatti recenti: mentre i grandi flussi di denaro sembrano ignorare le necessità reali di comuni come Filogaso e San Nicola Da Crissa, lo smottamento della strada Vallelonga-Vazzano ha messo a nudo tutta la fragilità del sistema.
L’emergenza ha costretto un traffico intenso a riversarsi sul vecchio percorso di sessant’anni fa, evidenziando quanto sarebbe stato urgente e necessario un ammodernamento mai realizzato della strada Filogaso San Nicola o prevedere un nuovo tracciato più funzionale e più veloce.
Vedere oggi le vie del paese invase dalle auto come in passato, ma in un contesto di pericolo e disagio, è l’immagine plastica di un’occasione perduta. Se la pioggia di soldi pubblici non serve a mettere in sicurezza il territorio e a garantire collegamenti dignitosi, non resterà altro che la gestione di un declino che le comunità locali non meritano.
Nicola Iozzo