Vicinanza del Movimento CambiaMenti al Presidente del Consiglio Francesco Matozzo

cambiamentiIl Movimento CambiaMenti unanimemente rende manifesta la sua totale e convinta vicinanza al Presidente del Consiglio Francesco Matozzo.
Vicinanza che scaturisce dal dovere morale di abbattere quei pregiudizi che una “sparuta minoranza” ha volutamente orchestrato al fine di erigere steccati in seno al Consiglio, anziché lavorare per il bene della comunità.
L’amministrazione, pertanto, ritiene di doversi esprimere in merito all’interrogazione parlamentare presentata dal Senatore grillino Nicola Morra, relativamente all’operato del Presidente del Consiglio Comunale di Soverato, Francesco Matozzo, ritenuto – solo per sentito dire – non democratico e di parte.
Francamente tale argomentazione risulta essere fallace e pedissequa, il senatore invece di farsi forviare dagli “idola fori”, dovrebbe criticare e misurare l’utilitas delle sue interrogazioni. Le sue parole travalicano ogni ragionamento concettuale e prescindono da ogni giustificazione di natura etico-partitica e di coerenza, visto e considerata la sua vicinanza all’attuale coordinatore e al vice coordinatore del PD.
L’insignificante problema fatto emergere dal senatore Morra, che ha unito amorevolmente i suoi ideali con quelli del piddino Severino, attraverso formule retoriche, rivolte al presidente F. Matozzo sembra qui un“Fumus Persecutionis”. Il suo j’accuse è di certo illogico e pretestuoso e manca di un’edificazione dei fatti storici oltre che d’insufficienza analitica.
Pertanto se si riesce ad uscire dalla pura demagogia e si esamina l’attività del nostro Presidente del Consiglio che con zelo e in maniera super partes ha fin qui operato, si vedrà che egli rappresenta la migliore figura di garanzia della democrazia e della dialettica di questo governo cittadino.
Perciò, tutta l’Amministrazione CambiaMenti, unita e solidale, si dimostra si pone compatta a protezione del Presidente del Consiglio di Soverato.
Piuttosto, suggeriremmo al Senatore Morra di prestare attenzione alle questioni politiche serie di questo paese e, se proprio deve interessarsi delle nostre vicende cittadine, cerchi di progettare con realismo e autorevolezza sui grandi temi del lavoro e dell’ambiente di cui questa nostra terra abbisogna.
Un ultimo e modesto consiglio rivolgiamo ancora al Senatore, non si limiti a demagogiche denunce, ma si faccia interprete delle esigenze di cambiamento di questo paese e del nostro territorio, piuttosto che dar voce alla ideologie imperante delle contraddizioni e delle relazioni di potere.
Ci rivolgiamo infine al Vice Presidente della Camera Di Maio affinchè possa prendere posizione in merito alle illazioni poste dal senatore grillino, ricordando che la democrazia appartiene al popolo e non agli amici degli amici.

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