Il lungomare di Montepaone si è trasformato nel cuore pulsante di una imponente operazione di soccorso internazionale. In occasione del suo trentesimo anno di attività, l’associazione Edelweiss Rescue Team ha scelto proprio la cittadina catanzarese come base operativa e strategica per coordinare una gigantesca simulazione di ricerca e salvataggio che sta interessando anche le aree interne e costiere di Torre di Ruggero e Badolato.
L’evento, di rilevanza globale, vede la partecipazione di oltre dieci team internazionali provenienti da varie parti d’Europa, dagli Stati Uniti e dalla Grecia. Le operazioni, incentrate sulla ricerca e il soccorso tecnico in ambiente urbano (USAR – Urban Search and Rescue), simulano uno scenario d’emergenza a seguito di un forte terremoto. Un test cruciale per mettere alla prova la macchina dei soccorsi in un territorio, come quello calabrese, ad altissima rilevanza sismica.
Montepaone centro di comando con tecnologia ONU
Il fulcro logistico di tutta l’operazione è situato proprio a Montepaone, dove è stato allestito il posto di comando (Headquarter). Da questa cabina di regia vengono gestite tutte le squadre sul campo, i siti di lavoro e l’impiego coordinato degli elicotteri della Guardia di Finanza e dei Carabinieri.
”A Montepaone gestiamo tutto il flusso dei soccorsi”, spiega Vincenzo Dodaro, presidente dell’Edelweiss. “Utilizziamo gli standard consolidati delle Nazioni Unite. Attraverso piattaforme tecnologiche messe a disposizione dall’ONU, siamo in grado di aggiornare in tempo reale il numero di eventuali vittime, le loro condizioni, quante ne sono state estratte e le necessità specifiche di ogni singolo scenario operativo”.
L’Edelweiss ha infatti avviato da circa due anni il percorso per ottenere la prestigiosa certificazione internazionale secondo il protocollo Insarag delle Nazioni Unite, posizionando la base di Montepaone al centro degli standard globali di soccorso.
La macchina sanitaria e la sinergia tra i corpi
A supportare l’Edelweiss in questa centrale di comando e sul territorio c’è anche il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), incaricato di gestire la complessa componente prettamente sanitaria della simulazione.
”Siamo qui a Montepaone per oliare i meccanismi e fare in modo che la macchina dei soccorsi sia fluida qualora dovesse presentarsi una reale emergenza”, ha dichiarato ai microfoni di S1 Notizie Saverio Tripodi, rappresentante dell’Ordine di Malta. “La sicurezza si costruisce raggiungendo il massimo affiatamento e coordinamento possibile con le altre associazioni”.
L’appello alla cittadinanza: “Serve più consapevolezza”
Nonostante l’altissimo livello tecnico dimostrato dai soccorritori schierati sul lungomare di Montepaone, i protagonisti dell’esercitazione hanno lanciato un chiaro appello sul fronte della comunicazione e del coinvolgimento della popolazione. Ricordando una precedente simulazione anti-tsunami tenutasi a Soverato, i soccorritori hanno evidenziato che la risposta dei cittadini è ancora troppo timida.
”Oltre alla specificità tecnica del nostro lavoro, serve una coscienza piena e consapevole da parte della cittadinanza”, conclude Dodaro. “Da soli nessuno può fare niente, tutti insieme possiamo fare tanto. Esorto la comunità di Montepaone e di tutto il comprensorio a essere più presente e collaborativa durante questi eventi, perché servono a tutti noi per sapere come comportarsi in caso di reale pericolo”.
Un’operazione che dimostra i passi da gigante fatti dai tempi del terremoto dell’Irpinia ad oggi, lasciando i cittadini di Montepaone con una certezza in più: i soccorritori vegliano sul territorio e si addestrano continuamente per non farsi trovare impreparati..
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