[VIDEO] Il cortometraggio sulla Calabria che narra l’opera di Vito Teti, realizzato da Luca Calvetta e Massimiliano Curcio

Un cortometraggio sulla Calabria dove tutto ha una rappresentazione magica ed onirica insieme, un sogno che si mescola alla realtà, il finito con l’infinito, l’inizio con la fine, l’alfa e l’omega, il divino con il profano, lo spazio con il tempo e viceversa in un alterno movimento ondulatorio.

Un cortometraggio di breve durata ma di un’intensità emotiva forte, appassionante, coinvolgente che riesce a raccontare la storia della Calabria meglio di pagine e pagine di libri di storia. Immagini di uomini affaticati e stanchi ma orgogliosi del loro lavoro, della loro terra, delle loro tradizioni, dei loro mestieri e dei loro strumenti di lavoro quasi rudimentali, scorci incantevoli dalle bellezze incommensurabili : il sole che sorge dal mare sulle coste ioniche e tramonta su quelle tirreniche , i suoi colori , le sue spiagge di sabbie bianche e di coste frastagliate con promontori a picco sul mare, i monti delle preserre vibonesi.

Il professore Vito Teti, antropologo , docente universitario e scrittore, amico e compagno di scuola, racconta tutto questo con il suo immenso talento e la sua sensibilità unica e con la schiettezza che lo contraddistingue .La sua penna è un cesello che scolpisce con le parole i luoghi dell’anima, sensazioni, emotività, passioni, il passato di una terra sconvolta dai terremoti, un presente contraddistinto dall’abbandono , un futuro incerto. Questa terra , dalle mille contraddizioni e dalle mille risorse, è la sua seconda pelle, la sua ragione di vita, un’icona dalla quale non riesce a staccarsi anche quando avrebbe mille ragioni per farlo.

Un cortometraggio girato con poche risorse e mezzi, per ammissione degli stessi autori, ma che riesce comunque a catturare panorami mozzafiato con fotogrammi chiaro-scuri mai sovraesposti o sottoesposti, una scenografia naturale che nessuno scenografo riuscirebbe mai a riprodurre, una regia che cadenza recitazione e luoghi in modo armonico con il sottofondo di una voce suadente che racconta la vita e le opere dello scrittore che appare pensieroso mentre osserva dalla “ barcunata” del suo paese l’immensità del creato. Quanti Muccino, quanti scrittori, quante risorse mai valorizzate abbastanza nasconde questa nostra Calabria così vituperata e sconosciuta ai più!

Nicola Iozzo