[VIDEO ] ​Il “miracolo” di San Sostene: così pale eoliche e turismo diffuso battono la crisi energetica e lo spopolamento


In Calabria un modello di economia circolare e transizione ecologica che contrasta il declino demografico. Il Comune incassa 300mila euro all’anno e li reinveste in servizi per i cittadini.

​Dipendenza energetica e crollo demografico: due delle spine più dolorose nel fianco dell’Italia contemporanea trovano una risposta concreta e vincente in Calabria.

Più precisamente a San Sostene, un piccolo borgo che è riuscito a trasformare le proprie risorse naturali in un motore di sviluppo economico e sociale, muovendosi in totale controtendenza rispetto alla media nazionale.

​Il vento del cambiamento: un percorso iniziato nel 2001

​Il segreto di questo successo risiede in una felice intuizione e in una programmazione a lungo termine. Gli studi sulla fattibilità e sul monitoraggio del vento sono partiti lontano, nel 2001, sebbene la produzione energetica vera e propria sia stata avviata solo nel 2010. Un percorso non privo di ostacoli: all’inizio, infatti, l’amministrazione ha dovuto fare i conti con le forti resistenze degli ambientalisti, preoccupati per i potenziali impatti negativi sul paesaggio.

​Oggi, tuttavia, lo scetticismo iniziale ha lasciato spazio ai fatti. Le grandi pale eoliche installate sul territorio fruttano alle casse comunali circa 300.000 euro all’anno. Una cifra considerevole che l’amministrazione non lascia ferma, ma trasforma immediatamente in servizi per la cittadinanza. È proprio questa efficienza nel welfare locale ad aver innescato un’inversione di rotta demografica, attirando nuovi residenti e bloccando lo spopolamento.

​Turismo e indotto tecnologico: l’economia del territorio si riattiva

​Ma San Sostene non è solo energia pulita. Il comune calabrese ha saputo diversificare la propria offerta creando un vero e proprio “volano economico”. Da un lato c’è la manutenzione tecnologica degli impianti eolici, che genera un indotto lavorativo a sé stante e altamente qualificato. Dall’altro c’è il rilancio del turismo diffuso e sostenibile, capace di valorizzare il territorio a 360 gradi: dalle spiagge del mare fino alle passeggiate rigeneranti nei boschi, passando per la riscoperta del folklore locale.

​Il paradosso italiano e lo stallo burocratico

​La storia di San Sostene riapre inevitabilmente il dibattito sui ritardi della transizione ecologica in Italia. Mentre Confindustria chiede con insistenza al governo di sbloccare circa 4.000 progetti legati alle energie rinnovabili attualmente fermi nei cassetti della burocrazia, l’esecutivo ha risposto sbloccandone appena 14. Il tutto accade mentre da Bruxelles arriva il via libera all’utilizzo di ben 14 miliardi di euro destinati proprio alla transizione energetica del nostro Paese.

​Di fronte a questo stallo, dal piccolo centro calabrese arriva un messaggio chiaro e un invito alla concretezza. Interrogati su cosa risponderebbero se da Roma le istituzioni chiedessero la ricetta del loro successo, gli amministratori locali non hanno dubbi: “Noi rispondiamo sì e dimostriamo i benefici sia a livello nazionale che locale”. Un esempio virtuoso che dimostra come l’energia pulita, se ben gestita, possa dare ossigeno non solo all’ambiente, ma anche alle comunità che rischiano di scomparire.

​Servizio di Rai News 24