[VIDEO] ​Il rilancio dei borghi: San Sostene si trasforma in un museo a cielo aperto tra arte e memoria


I borghi storici non devono essere ridotti a semplici musei del passato o a luoghi della nostalgia, ma devono rimanere spazi vivi, capaci di connettere la memoria storica con il presente e il futuro.

È questa la filosofia alla base dell’importante progetto di riqualificazione e abbellimento artistico che sta interessando il borgo di San Sostene, in provincia di Catanzaro, raccontato in un recente video dal promotore dell’iniziativa.

L’obiettivo dell’amministrazione e della comunità locale è chiaro: rendere il paese più attrattivo per i visitatori e per i cittadini stessi, partendo proprio dagli elementi che ne definiscono l’identità culturale.

La Scala della Musica: un omaggio alla tradizione bandistica
​Il fulcro visivo di questa trasformazione è la splendida “Scala della Musica”. Realizzata dagli artisti locali Luna Loiero e Antonio Pittelli, l’opera è un’esplosione di colori e immagini che decorano i gradini, raffigurando una vasta gamma di strumenti musicali.

Non si tratta di una scelta casuale: la scala celebra e custodisce la memoria della storica identità orchestrale e delle importanti bande musicali che in passato hanno caratterizzato il territorio di San Sostene.

Installazioni tra natura, mare e montagna
​Il progetto d’abbellimento non si ferma alla musica. Il piano prevede una serie di interventi diffusi in tutto il centro storico:
​Le Fontanelle e i Mosaici della Natura: Saranno installate opere artistiche dedicate alle tre grandi risorse naturali del territorio: il vento, l’acqua (delle fiumare e del mare) e il sole.
​Il legame tra Marina e Capoluogo: Altre installazioni iconografiche celebreranno la dualità del paese, unendo gli elementi della spiaggia e della Marina con i simboli del borgo collinare, come l’antica Chiesa di Santa Maria del Monte, che sorge su un palazzo storico.

La civiltà contadina: Un tributo speciale è dedicato alla montagna e alla tradizione del pastigliaro (o pagliaro), le strutture dove un tempo si essiccavano le castagne per produrre la farina. Un alimento che, come viene ricordato nel video, oggi è considerato un prodotto di pregio ma che un tempo rappresentava il vero e proprio “pane quotidiano” della comunità.

Le “Scale Parlanti” e la salvaguardia del dialetto
​Tra le novità più curiose spicca la creazione di tre “scale parlanti”. Su questi gradini sono stati trascritti famosi detti popolari del luogo, riportati sia nella loro pronuncia dialettale originale sia con la relativa traduzione in italiano. Un modo interattivo e poetico per non far sbiadire la lingua dei padri e tramandarla alle nuove generazioni.

Con questa iniziativa, San Sostene si candida a diventare un modello di come l’arte urbana possa farsi custode della storia locale, trasformando vicoli e scalinate in un percorso narrativo che affascina i turisti e restituisce orgoglio alla comunità residente.

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