[VIDEO] Nosside, poetessa d’amore nella Magna Grecia del III secolo a. C.

Alla città di Locri dobbiamo l’eredità immortale dei suoi epigrammi

Non solo generali, imperatori e strateghi tra i grandi della storia, ma anche donne brillanti e di eccezionale cultura. Come Nosside di Locri. Chi era? Nella scuola delle Uda, dei Pon e delle “competenze”, difficilmente ne sentirete parlare. Molto semplicemente era la più grande poetessa d’Occidente del suo tempo, nel III secolo a. C. Oggi la ricordiamo noi a “Pagine di Cultura”!

Poetessa greca di Locri vissuta nel III secolo a. C. Nosside viene considerata l’unica poetessa d’Occidente del suo tempo (come Saffo lo era stata d’Oriente) e “tra le nove più grandi poetesse della Grecia” secondo Antipatro. Della sua opera ci sono pervenuti appena dodici epigrammi, giunti sino ai nostri giorni grazie alla loro registrazione nella raccolta che, nella sua parte superstite, ha costituito nel Medioevo il nucleo fondante per la realizzazione dell’Antologia Palatina.

Celebri i versi in cui esalta con tono vivace e linguaggio spregiudicato le dolcezze dell’amore. “Poetessa d’amore” è infatti il suo appellativo più noto e diffuso, pur affrontando, nei suoi epigrammi, molti altri temi: la virtù, la famiglia, i principi morali, ma anche fatti personali e vicende storiche.

Con lei emergono gli aspetti più originali della cultura locrese e del ruolo straordinario che le donne ebbero in quella importante colonia greca fondata dall’ecista Evante sulle coste del Bruzio (oggi Calabria).

A Locri dobbiamo l’eredità immortale di Nosside e anche il più antico codice scritto d’Europa: la legislazione che Zaleuco diede alla città sorta nel VII secolo a. C. tra il promontorio Zefirio (nei pressi del Capo Spartivento) e il colle Epopis, una ventina di chilometri più a nord.