[VIDEO] Soverato, dove la storia abbraccia la leggenda: Un viaggio tra antiche rovine e folclore calabrese


Rinomata per le sue spiagge incantevoli e il mare cristallino, Soverato, principale centro turistico della costa ionica calabrese, custodisce un passato millenario che va ben oltre la sua moderna vocazione balneare.

Un viaggio a Soverato è un’immersione in un patrimonio storico e folcloristico, dove i resti dell’antica città medievale, nota come “Soverato Antica” o “Suberatum”, si fondono con affascinanti leggende locali.

Le Radici di Soverato Antica
​Le prime tracce di insediamenti nella zona sono molto antiche, risalendo all’Età del Bronzo, come testimoniato dalle tombe a grotticelle rinvenute in località San Nicola. In epoca successiva, la zona fu sotto il controllo greco e romano, con l’antica città che forse portava il toponimo di Poliporto.

​Il borgo di Suberatum (dal latino, probabile riferimento alle querce da sughero), si sviluppò sulla collina intorno al X secolo d.C., quando le frequenti incursioni saracene spinsero la popolazione a cercare rifugio nell’entroterra. Questo centro medievale fortificato, oggi in rovina, mostra ancora i resti di mura, torri (come l’antica Torre di Galilea) e l’antica Chiesa Matrice.

​La vita nel borgo si interruppe bruscamente a causa di una serie di eventi sismici nel XVII e XVIII secolo, culminati nel devastante terremoto del 1783, che portò all’abbandono definitivo del sito collinare e alla progressiva ricostruzione dell’abitato lungo la costa, dando vita all’odierna Soverato.

L’Arte Sacra e il Mistero della Pietà
​Uno dei tesori più importanti di Soverato Antica è la Pietà di Antonello Gagini (1521), una scultura di straordinaria bellezza custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata.

​Intorno a quest’opera ruota una popolare contesa con il vicino comune di Petrizzi. Si narra che dopo il terremoto, per decidere a quale comune dovesse appartenere la preziosa statua, questa fu posta su un carro trainato da buoi senza conducente. Il carro, affidato alla sorte, prese spontaneamente la via di Soverato.

​Le Leggende del Folclore Locale
​Oltre alla storia documentata, il territorio di Soverato è intriso di un ricco folclore. Molte leggende sono legate al borgo antico e al torrente che lo lambisce, il Beltrame:

​La Campana d’Oro: Si racconta che durante il saccheggio turco del 1594, una campana d’oro cadde nel torrente Beltrame e non fu mai più ritrovata. La leggenda vuole che emetta un rintocco solo nella Notte di Natale.

​Il Fantasma del Fabbro: Uno degli spettri più noti legati a Soverato Vecchia. Secondo una versione, era un uomo onesto ingiustamente condannato a morte, il cui fantasma comparirebbe ogni quindici anni in cerca di giustizia.

​Soverato, oggi divisa nei due centri di Soverato e Soverato Superiore, offre un affascinante doppio volto: quello moderno, vivace e turistico, e quello antico, silenzioso e suggestivo, che attende di essere riscoperto in un perfetto equilibrio tra storia e leggenda.

Video di riferimento di Giuseppe Pisano: Soverato Tra storia e leggenda, del canale QuiCalabria.