Mentre lo scacchiere internazionale appare sempre più instabile, tra tensioni in Medio Oriente e venti di crisi globali, la comunità di Soverato ha risposto con un gesto dal profondo valore simbolico e civile.
La cittadina ionica è stata animata dalla manifestazione “Tessere la Pace”, un evento inserito nell’iniziativa nazionale che ha coinvolto oltre 150 piazze in tutta Italia.
L’arazzo come simbolo di unione
Il cuore pulsante dell’evento è stato l’esposizione di un grande arazzo, frutto di oltre due mesi di lavoro collettivo. Come spiegato da Maria Procopio, presidente della Biblioteca delle Donne, l’atto del tessere rappresenta l’antitesi della distruzione bellica.
L’arazzo simboleggia la volontà di “cucire” rapporti e contrapporsi a una visione del potere volta a dividere e distruggere, proponendo invece un’etica della cura e della responsabilità.
Una sinergia al femminile e il coinvolgimento delle scuole
L’iniziativa ha visto una stretta collaborazione tra la Biblioteca delle Donne e la Fidapa. Vittoria Lazzaro, rappresentante della Fidapa, ha sottolineato l’importanza della partecipazione corale, ricordando come l’unione sia l’unica forza capace di costruire un’alternativa concreta.
Un elemento distintivo della giornata è stata la massiccia presenza degli studenti. I dirigenti scolastici locali hanno risposto con entusiasmo all’appello, permettendo ai ragazzi di partecipare attivamente al corteo e al sit-in in Piazza Mario Sigatrice. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di formare le giovani generazioni, educandole a essere cittadini consapevoli e pronti a scegliere il dialogo al posto del conflitto.
Un messaggio alle istituzioni
Nonostante lo scetticismo dettato dalla cronaca internazionale, le promotrici della marcia hanno lanciato un monito chiaro alle istituzioni: è necessario che la politica trovi strategie alternative alla guerra attraverso una “vera diplomazia”. Lo slogan della manifestazione, “Tessere la pace per costruire il futuro”, riassume la convinzione che senza un mondo disarmato non possa esserci una reale esistenza libera.
In un’epoca dominata da logiche di scontro, Soverato ha scelto di rispondere con la partecipazione e la vita politica nel senso più nobile del termine, ricordando che l’unico modo per non perdere al “gioco della guerra” è, molto semplicemente, rifiutarsi di partecipare.
SERVIZIO DI S1TV