[VIDEO] Squillace riabbraccia il “suo” Cardinale: Don Mimmo Battaglia è cittadino onorario


In una cattedrale gremita, la città di Squillace ha conferito il più alto riconoscimento civico all’Arcivescovo di Napoli, celebrando un legame indissolubile nato tra le mura del seminario vescovile.

​SQUILLACE (CZ) – Non è stata solo una cerimonia ufficiale, ma un vero e proprio “ritorno a casa”. Don Mimmo Battaglia, il Cardinale che non ha mai smesso di farsi chiamare semplicemente “Don Mimmo”, è da oggi ufficialmente cittadino onorario di Squillace. Il conferimento è avvenuto in una Basilica Cattedrale colma di fedeli, amici di vecchia data e autorità, a testimonianza di un affetto che il tempo e i prestigiosi incarichi ecclesiali non hanno mai scalfito.

​Un legame nato negli anni della formazione
​La scelta dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enzo Zofrea, affonda le radici nella storia personale di Battaglia. Proprio a Squillace, infatti, il Cardinale ha vissuto gli anni decisivi della sua adolescenza e della formazione sacerdotale all’interno del seminario vescovile. Un legame così forte che Don Mimmo scelse proprio questa cattedrale per celebrare la sua prima messa da Vescovo.

​”Don Mimmo è figlio di questa terra”, ha dichiarato il sindaco Zofrea durante la proclamazione. “È partito da qui, ma non se n’è mai andato veramente. Squillace gli consegna oggi un abbraccio e un bentornato a casa”.

​I simboli della città
​Durante l’evento, condotto da Danime Soraca, al Cardinale sono stati consegnati:

​L’attestato di cittadinanza onoraria, basato sulla delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale.
​Le chiavi simboliche della città, realizzate in ceramica dall’artista Beatrice Russomanno.
​Una targa artistica opera dell’orafo Luigi Mungo.

​Il monito del Cardinale: “La pace è possibile, ma serve verità”
​Nonostante il clima di festa, Don Mimmo Battaglia ha voluto rivolgere un pensiero profondo alla complessa situazione internazionale. “Non è un momento di festa per il mondo”, ha esordito, sottolineando il bisogno urgente di pace e speranza.

​Nel suo intervento conclusivo, il Cardinale ha ricordato i tre anni trascorsi nel seminario locale come “pezzi di vita” fondamentali, lanciando poi un monito contro l’indifferenza: “L’indifferenza è il fertilizzante di tutte le guerre”. Ha esortato la comunità a essere “costruttori di pace” e “cittadini di speranza”, chiedendo coraggio per dire basta al male e difendere i più deboli.

​Una comunità in festa
​La cerimonia è stata arricchita da momenti di grande commozione, come i ricordi degli anni ’70 condivisi da Salvatore Taverniti a nome degli ex compagni di studio e l’omaggio degli studenti del Liceo Artistico locale. Erano presenti anche il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, e Monsignor Salvino Cognetti, in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.

​Con questa onorificenza, Squillace non solo premia una figura di altissimo rilievo spirituale e sociale, ma rivendica con orgoglio l’appartenenza di un uomo che è rimasto una persona semplice, sempre vicina agli ultimi e alla sua gente.

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