Un “paziente grave” finalmente in via di guarigione. È con questa metafora che la Soprintendente Stefania Argenti ha descritto lo stato della Chiesa dell’Immacolata di Stalettì, un gioiello del Settecento calabrese che rischiava di scomparire a causa dell’abbandono e delle gravi infiltrazioni.
Grazie a una sinergia istituzionale che ha coinvolto il Ministero della Cultura, la Soprintendenza ABAP e le autorità locali, è stato avviato un ambizioso progetto di recupero che promette di restituire alla comunità uno dei suoi simboli identitari più preziosi.
Un intervento di “Pronto Soccorso” artistico
Il primo lotto di lavori, finanziato con un investimento di circa 300.000 euro per interventi di somma urgenza, si è concentrato sulla messa in sicurezza delle strutture a rischio crollo e sulla stabilizzazione degli apparati decorativi.
La chiesa, definita dagli esperti un vero “scrigno” architettonico, conserva influenze della scuola napoletana e rappresenta una testimonianza unica della gestione degli spazi sacri nel XVIII secolo in Calabria.
L’operazione è stata metodologicamente così avanzata da essere selezionata come case study per la prestigiosa fiera del restauro di Ferrara, dove verrà presentata come esempio di “best practice” nella gestione delle emergenze su beni culturali periferici.
Il sostegno del Governo e del territorio
L’avvio del cantiere è stato possibile grazie alla determinazione di figure istituzionali come l’Onorevole Wanda Ferro, Sottosegretario all’Interno, e il Vicepresidente della Provincia di Catanzaro, Francesco Fragomele, che hanno sollecitato l’intervento del Ministero della Cultura.
Durante il sopralluogo, Wanda Ferro ha sottolineato come questo non sia solo il recupero di un luogo di culto, ma un’opportunità di sviluppo turistico: il cantiere, infatti, rimarrà aperto per visite didattiche e scolastiche.
Monsignor Maniago ha inoltre evidenziato il valore sociale dell’opera: la Chiesa Matrice è il luogo dove la comunità di Stalettì ritrova le proprie radici e la propria identità.
Prospettive future: verso il completamento
Il percorso di rinascita è appena iniziato. È già in fase di progettazione un secondo lotto di interventi dal valore di circa 500.000 euro, che mirerà al restauro totale delle opere d’arte e della tela di San Gregorio, punta di diamante del patrimonio locale.
L’obiettivo finale è chiaro: riaprire definitivamente le porte della Chiesa dell’Immacolata dopo anni di chiusura, trasformando un’urgenza conservativa in un cantiere pilota che potrebbe vedere anche la collaborazione di giovani allievi dell’Istituto Centrale del Restauro.
VIDEO: Restauro chiesa Stalettì – S1 NOTIZIE