Vincolo di mandato

Prima di entrare nell’argomento, come faccio a non ridere, pensando alla triste ministra degli Interni e al mellifluo Conte Due, tutti superbi dell’accordo con Francia, Germania e Malta… e poi Malta, Germania e Francia li hanno pubblicamente spubblicati: non è vero niente, si prenderanno solo, e solo SE VOGLIONO, una piccolissima quota dei “profughi”, che sono pochissimi; e i migranti economici, cioè quasi tutti, resteranno in Italia! Contenta la Boldrini, vero? Contenti, ong e altre forme di scafisti e mangia mangia? Contenta la mafia di Gioia Tauro? E quella di Isola, inclusi Misericordia e parroco?
Ahahahahahahahahahahahahahahahahah.

La Boldrini, veniamo a noi, è una specie di Vono con qualche notorietà in più. È passata da LeU al PD; mentre la Vono è passata da 5 stelle a Renzi; la Lorenzin e Dorina Bianchi, ho perso il conto di quanti partiti!

La donna è mobile, canta il divertaiolo duca di Mantova; però non mancano i saltafosso maschietti. E si dice che parecchi 5 stelle vogliano passare con la Lega pur di non stare con il PD!

Luigi Di Maio, giovane di bell’aspetto e scarse nozioni, vorrebbe imporre il vincolo di mandato a suon di soldi. Qui però il discorso è un dilemma cornuto, come avrebbero detto nel Medioevo:

– se una regola interna dei 5 stelle impone di pagare una quota, e qualche senatore o deputato non ha saldato i conti, in questo caso di Maio ha ragione, e deve trascinare il reo, o la rea, in tribunale e ottenerle la condanna ad metalla Sardiniae, al beluas eccetera, più i denari in contanti: ahahahahahahah! NOTA: Meglio in contanti, lasciando le carte di credito agli affari delle banche.
– se invece parliamo di saltafosso, il saltafossismo è esplicitamente autorizzato, anzi incentivato dall’art. 67 della vigente costituzione (nel 1948 io non ero ancora nato!), il quale recita che i parlamentari non hanno alcun vincolo di mandato.

E ci vorrebbe un librone, per elencare tutti i salti della quaglia del parlamento dal 1944 ad oggi. Dite voi, ma nel 1944 il parlamento ancora non c’era: vero, ma le quaglie sì!

Lasciando l’attuale costituzione (nel 1948 io non ero ancora nato!), la mancanza di vincolo è consustanziale all’ispirazione della costituzione suddetta (nel 1948 io non ero ancora nato!), che è di essere partitocratica spacciata per parlamentare.
E siccome i partiti per la vigente costituzione (nel 1948 io non ero ancora nato!) quasi non esistono, e vengono a stento nominati nell’art. 49, ma di fatto stracomandano anche nelle nomine delle commissioni per l’acqua e dei premi letterari, è facile passare da un partito all’altro e dall’altro all’uno.

Negli USA, se un repubblicano passa democratico o viceversa, in Arizona non vi dico…
In Italia, ai sensi della vigente costituzione (nel 1948 io non ero ancora nato!), la Vono può essere eletta con i 5 stelle e passare a Renzi o a Salvini (“fama ruit”) o a LeU al posto della Boldrini, o, se mai qualcuno le desse retta, farsi un partito per conto suo: e l’art. 67 della vigente (nel 1948 io non ero ancora nato!) glielo consente senza battere ciglio.

Cercate di non capire male: nel 1948 io non ero ancora nato; e la vigente la subisco, mica la condivido, incluso l’art. 67. Moralmente, la Vono la Boldrini la Bianchi la Lorenzin dovrebbero dimettersi. Legalmente, possono stare sulla sedia per altri 666 anni più IVA. Sono stato chiaro?
A proposito, secondo voi qualcuno protesterà contro la Vono, non dico a Roma, ma anche solamente a Soverato? Ahahahahahahahahahahahahah!

Ulderico Nisticò