Workshop di progettazione partecipata del Contratto di fiume e di costa Valle dell’Ancinale

Il 14 marzo si è tenuto presso la sala convegni del Parco Naturale Regionale delle Serre il terzo workshop di progettazione partecipata del contratto di fiume e di costa della valle dell’Ancinale: “Strategie per lo sviluppo sostenibile per il territorio delle Serre e del basso Ionio catanzarese”.

È stata una giornata vivace e intensa, ricca di idee e proposte, che ha visto la partecipazione di molti sindaci promotori del contratto e non solo, professionisti, associazioni, operatori del terzo settore.
Dopo i saluti istituzionali del commissario straordinario del Parco, Dott. Giuseppe Pellegrino, e del sindaco di Serra San Bruno, dott. Luigi Tassone, è intervenuto il sindaco di Satriano (ente capofila del contratto), dott. Aldo Battaglia che ha sottolineato l’importanza della partecipazione da parte di tutti i cittadini, associazioni, imprese e scuole per la costruzione di un contratto di fiume forte ed efficace.

Successivamente sono stati presentati, attraverso degli interventi tecnici, i tre temi principali del contratto di fiume:
• Qualità delle acque e tutela del paesaggio
• Rischio idrogeologico
• Fruizione turistica
Ad introdurre gli interventi, l’ing Gioffrè il quale, soffermandosi sulle potenzialità del territorio, ha ripercorso le tappe del contratto di fiume: dal documento d’intenti fino all’analisi SWOT, da definire in maniera partecipata.

L’ing. Alessio Iozzo ha illustrato come il nostro territorio sia una vera miniera di oro blu con le numerose sorgenti e la ricchezza degli acquiferi sotterranei.
L’ing. Ester Labonia ha presentato una panoramica del rischio idrogeologico che interessa il nostro territorio e di come questo possa essere superato attraverso una programmazione di area vasta, la prevenzione e l’informazione per non dover agire sempre in condizioni di emergenza.
L’ing. Francesco Infusino ha relazionato sul grande potenziale turistico che offre il nostro territorio: turismo naturalistico, religioso, culturale, enogastronomico e sportivo. Queste risorse possono essere connesse offrendo ad una proposta di turismo esperienziale unica. È seguito poi l’intervento dell’archeologa Chiara Raimondi sul nostro patrimonio storico, artistico e culturale legato alle nostre tradizioni.
Infine l’ing. Antonio Marotti, concludendo la fase tecnica del workshop, ha evidenziato come la frazione organica solida dei rifiuti possa costituire una risorsa se trattata i maniera adeguata.

Nel pomeriggio si sono aperti i tavoli di lavoro che hanno dato luogo ad un vivace dibattito. Numerose sono state le osservazioni che hanno sottolineato le criticità legate ad uno sfruttamento eccessivo del fiume ai fini idroelettrici: pochissima è infatti la portata che viene rilasciata a valle delle dighe presenti nell’Ancinale e che hanno quasi prosciugato i torrenti, incluso il Beltrame, visto che una parte della sua portata viene convogliata ad un invaso della diga di Satriano.

Altra criticità è quella legata all’inquinamento delle acque e ai fenomeni di dissesto idrogeologico che spesso portano all’isolamento di centri abitati. Da qui dunque la necessità di intervenire attraverso opere strutturali e non per la mitigazione del rischio. Tante sono state anche le proposte avanzate: recuperare i terreni della mezza costa per convertirli in orti sociali e riprendere colture quali quella del fico dottato e del melograno, fare una mappatura degli habitat presenti nell’Ancinale e costituire una rete di monitoraggio delle acque lungo tutto il corso d’acqua, recuperare le vie dei mulini di Petrizzi, Davoli.

La giornata ha dunque raggiunto il suo obiettivo che è stato quello di raccogliere le istanze della popolazione al fine di costituire un’analisi SWOT che sarà la base dell’elaborazione del documento strategico.
A breve saranno organizzati altri workshop perché solo così si può arrivare alla definizione di un Piano d’Azione in cui le comunità diventano protagoniste nel processo di sviluppo e progettazione del territorio, innescando meccanismi virtuosi da poter essere replicati.