Zan e conteggi

 La vicenda Zan dimostra ancora una volta un antichissimo detto, che “L’ottimo è nemico del bene”. Se Zan e soci avessero evitato i loro sognanti fanatismi ideologici, forse la legge poteva passare… Mi spiego: se in un collegio dei docenti viene discussa l’introduzione nei programmi didattici della sedicente dottrina gender e a genitore 1 e 2, e il prof. Tizio Sempronio vota contro, la mattina dopo si sarebbe trovato a casa i carabinieri, per antizan. Verrebbe assolto, ovvio, ma intanto si paga gli avvocati eccetera, ed ecco che nella scuola vicina il collega Mevio Caio si sputa le mani, però vota a favore. Ecco un esempio di terrorismo buonista. 

 A parte che giocare a nascondino non è molto onorevole, per dei senatori. Ma à la guerre comme à la guerre.

 Sarebbe passata, ovviamente, restando inapplicabile, la Zan, come quasi tutte le leggi speciali: tipo Commissione odio, per capirci. Qui ci soccorre il Vico, con “Il vulgo per ogni particulare vuole una legge”; quanto invece ci sono già sufficienti leggi “universali” che reprimono ogni genere di violenza. Tutto sta a prendere le leggi di carta e farne di carne.

 Comunque, se ne riparla tra qualche annetto.

 Secondo me, anche per la proclamazione degli eletti, passerà spero non un anno, ma parecchio tempo sì. Come mai gli incaricati non riescono a contare le schede? Io, al posto del Ministero, avrei già mandato gli ispettori a vedere cosa fanno, gli addetti, dalla mattina alla sera. Così, per sapere.

Ulderico Nisticò