L’Arazzo di Bayeux racconta, quasi come un film, la conquista dell’Inghilterra da parte del duca Guglielmo di Normandia. Ciò accadde nel 1066, e fino al XV secolo e oltre l’Inghilterra fu un Regno di dinastie e aristocrazie ed ecclesiastici normanni, e che parlavano francese; anzi, fino al trattato di Amiens del 1801, il re di Gran Bretagna s’intitolava anche re di Francia; e tuttora la lingua inglese è anglosassone per grammatica, ma in buona parte latina e francese per vocabolario. Insomma, è palesemente una faccenda anglofrancese.
Ecco perché l’Europa, volendo celebrare un Anno dei Normanni, è andata a trovare (il 2066 è ancora lontanissimo) niente di meno che la data di nascita di Guglielmo, il 1027. Tanti auguri.
E l’Italia? A oggi, 26 luglio 2026, zero secco. Che io sappia, avrebbe aderito la Regione Lucania, però, a oggi, non si sa di alcuna attività. Sussurra qualcosa Mileto. Fine dell’intervento del Meridione.
Che c’entra il Meridione? Lo chiederanno gli storici sbarcatori di Ulisse e di Garibaldi, e che di storia non sanno un piffio. Vi faccio un riassunto:
anno 1016, arrivano in Italia i primi cavalieri normanni;
anno 1053, i Normanni sconfiggono a Civitate papa Leone IX, e si mettono d’accordo con lui e successori, divenendo vassalli della Chiesa, e perciò italiani;
saltiamo molte vicende;
anno 1130, Ruggero II, figlio del granconte di Calabria e Sicilia, Ruggero [I], diviene rex Siciliae et Ducatus Apuliae et Principatus Capuae; dando inizio alla storia statale del Meridione, che durerà fino al 1861…
Ragazzi, mica è poco. Solo che non danno alcun segno di vita il ministro della cultura, Giuli, e quello della scuola Valditara; e figuratevi la Cabina di regia della Calabria! Tanto meno i depressi e deprimenti intellettuali calabri, sempre cittadini onorari di Belforte e Papanice, segue cena!
Siamo a fine luglio, mancano cinque mesi al 2027, e l’Italia, il Meridione e la Calabria se ne impipano dei Normanni e dell’Arazzo, che intanto da oggi è esposto a Londra.
Io ho fatto e farò la mia parte, ma senza Stato, Regione, Provincia e Comune. E senza la Cabina di regia, che oggi festeggia i tre mesi di [in]esistenza dal 26 aprile.
Ulderico Nisticò