L’assurdo caso dell’Ufficio Postale di Soverato


 Premessa: ora non tentate di spostare l’argomento alla calabrese maniera, quindi spiegandomi che succede anche a Milano e in Norvegia e in Nuova Zelanda; io voglio parlare dell’Ufficio Postale di Soverato Marina e della sua evidente inefficienza, e non di argomenti generici e della posta nei secoli.

Il locale di corso Umberto è rimasto chiuso più di un mese per lavori, e unica novità che è risultata fu un poco simpatico colore giallo, senza minimamente migliorare il servizio, che anzi in questo mese di agosto fu molto peggio. Dico l’Ufficio, non le persone… le pochissime e rarissime persone in servizio.

Aggiungete che quello di Soverato è l’unico aperto di pomeriggio in un vasto territorio, con afflussi da ogni luogo.

Soluzione: servono locali più agevoli, e personale in numero adeguato e che copra sempre tutti gli sportelli e servizi. Non tirate in ballo ferie e diritti, perché se uno va in ferie, da qualcun altro dev’essere sostituito, e lo scopo è la funzionalità del servizio. E invece, ecco file lunghissime, o in piedi o su vecchie riciclate sedie.

E mi pare anche che ci siano procedure troppo farraginose e lente, che vanno modificate.

C’è in tutto ciò la passività degli utenti, che non protestano. C’è però anche una responsabilità politica dell’Amministrazione Comunale, la quale (è ovvio, quindi eviti farmelo notare), non ha competenza, però, nell’interesse di Soverato e dei cittadini, deve assumere una decisa posizione, e imporsi sui dirigenti di ogni livello delle Poste, e pretendere immediati e definiti miglioramenti.

Ulderico Nisticò