Premessa linguistica: per abitudine, tutti continuammo a chiamare “bollo”, cioè tassa di circolazione, quella che ormai da molti anni era una TASSA DI POSSESSO. Mi spiego meglio: ai tempi del “bollo”, chi aveva una roulotte teneva una macchina potente per trainarla, e, dato l’uso estivo, pagava solo da giugno a settembre, ed era a posto con la legge.
Oggi, e fino a dicembre prossimo, deve pagare la tassa chiunque abbia un automezzo, anche se fermo. E mentre il vecchio “bollo” aveva un senso come contributo alla manutenzione delle strade, la tassa di possesso era davvero un balzello assurdo.
La storia delle comunità umane organizzate fu sempre anche una storia di tasse e imposte varie. Già la parola è pesante, dal greco “tasso”, imporre. A parte Robin Hood, che combatteva le tasse del cattivo sceriffo, i coloni americani del 1776 si ribellarono a Londra perché volevano mandare dei deputati a decidere le tasse anche loro…
Per tutto l’Ottocento, dovunque, le costituzioni furono censitarie, cioè votavano solo quelli che pagavano tasse dirette: nell’Italia del febbraio 1861, 400.000 maschi in tutto, e metà, i cattolici, si astennero. Gran parte delle tantissime agitazioni tra liberali e democratici (i reazionari stavano a guardare) furono sulla questione delle tasse dirette o indirette.
È però vero che la comunità ha bisogno di “comune censo” (Parini), e di “dare a Cesare quel che è di Cesare”, sperando di voler dare a Dio quel che è di Dio. Il punto politico è chi debba imporre e quanto debba imporre, e anche chi e quanto debba pagare.
Ognuno di noi sa bene che le tasse dirette sono gravose; ma che paghiamo molto di più con varie forme di tassazione indiretta. E mentre le dirette sono, o almeno dovrebbero essere, proporzionali alla ricchezza di ogni singolo, le indirette sono uguali per tutti, miliardari e poveracci. Somma ingiustizia, con la scusa dell’uguaglianza, un concetto bellissimo da tema in classe (di quelli già portati da casa), ma di fatto profondamente ingiusto.
Nel nostro caso, chi vuole l’auto di superlusso megagalattico, paghi. Chi si contenta dell’utilitaria, risparmia.
Ulderico Nisticò