Premessa. In una situazione in cui abbiamo gridato al miracolo perché ancora c’era qualche bagnante a fine agosto, e ai primi di settembre dilagava l’horror vacui sulle spiagge, mi sta bene qualsiasi espediente per aiutare l’attività turistica; quindi anche l’area camper. Chi ricorda il Camping Internazionale, sa cosa voglio dire.
Però, e qualcuno, cioè UN, deve dirlo a voce piena, se area camper dev’essere, area camper sia. Un’area camper non è un ACCAMPAMENTO; e siccome il rischio dell’accampamento è in agguato, va stroncato sul nascere, anzi in anticipo. Ecco la soluzione: ALL’AREA CAMPER BISOGNA APPLICARE LE STESSE IDENTICHE REGOLE DEGLI ALBERGHI. In particolare:
1. L’area dev’essere elegantemente ma accuratamente recintata.
2. Dev’essere munita di sorveglianza e di adeguato personale di servizio.
3. Per accedervi, persone e automezzi devono essere dotati di regolare documentazione.
4. Il comportamento degli ospiti dev’essere civile. Non so se è chiaro!
5. L’accesso all’area dev’essere prenotato attraverso agenzie o attraverso associazioni di camperisti, con indicazione del periodo di sosta, e caparra del pagamento.
6. Ovvio che tutti i pagamenti debbano essere tracciabili.
7. La permanenza dev’essere prevista per il tempo prenotato, cessato il quale il camperista deve lasciare l’area. Eventuale rinnovo della permanenza, s’intende per un periodo determinato, e se il posto è libero, dev’essere soggetto alle stesse regole del primo accesso.
Non spaventatevi, lettori: rispettate queste norme, e soprattutto la norma 4, benvenuti, amici camperisti, a Soverato.
Ulderico Nisticò