Due notizie di ieri tre. Trovandomi a Camini (un’altra volta forse ne parleremo), ho visto che c’è una “via Carlo Alberto”, unico caso nelle mie infinite peregrinazioni per l’Italia. È proprio lui, Carlo Alberto principe di Savoia Carignano, dal 1831 al ’49 re di Sardegna con Piemonte, Liguria, Savoia e Nizza. Varie le sue vicende, socché Mazzini lo definì “Italo Amleto”, e i goliardi “re Tentenna”. Rotti gli indugi, mosse guerra (Prima guerra d’indipendenza, 1848-9) all’Austria; sconfitto, abdicò e morì poco dopo in Portogallo. Contentatevi di queso modestissimo sunto, oppure leggete o venite al mio corso di storia della III età.
Non finiscono le sorprese, per il lettore. Visitando Stilo, ecco cosa c’è ancora su un muro: è proprio lui, Umberto II di Savoia, re da maggio e giugno 1946, effigiato per la campagna elettorale del referendum 2 giugno; e con una pittura di ottima qualità, se resiste ancora.
Veniamo alle date. Il 4 novembre nasce per celebrare la vittoria della Prima guerra mondiale 1915-18: il 3, dopo la battaglia di Vittorio Veneto, un capitano austriaco di stirpe italiana si presentò a chiedere l’armistizio, che entrò in vigore il 4. Gravissimo errore politico, che l’Italia pagherà negli anni seguenti: bisognava rifiutarlo, e conquistare Vienna e Budapest, e attaccare la Germania da sud… Comunque abbiamo vinto, e, sia pure a stento, abbiamo ottenuto, dagli infidi alleati Usa, Francia, Gran Bretagna, almeno Trento, Trieste, la Venezia Giulia, l’Istria, Zara; nel 1924, Fiume e Rodi e Dodecaneso; e qualche compenso territoriale in Somalia e Libia. Comuqneu, il 4 novembre era festa della Vittoria; la ricorava anche una via di Soverato, ma ha cambiato nome.
Oggi la festa è “Unità nazionale e Forze Armate”. L’unità non ha una data che si chiami così: nel febbraio del 1861 si tenmnero elezioni nel territorio dell’epoca, ancora incompleto; il 17 marzo 1861, dato per assodato il Regno, che però non viene nominato, Vittorio Emanuele II viene proclamato re d’Italia. Si aggiungeranno nel 1866 il Veneto fortunosamente annesso, e nel 1870 Roma; per il 1918-24, vedi sopra. Nel 1947, però, l’Italia “nazione sconfitta”, perse, rispetto al 1941, Zara, Fiume, Istria, Venzia Giulia; e Trieste recuperata nel 1954; ma non la Zona B, definitivamente persa nel 1975. Ultimamente abbiamo ripreso Saseno, però senza dirlo a nessuno.
Le Forze Armate, uelle ci furono sempre, in tutte le guerre chiamate tali: 1866, 1870, varie campagne d’Africa, 1900 in Cina, 1911-2 Libia, la Prima guerra mondiale, varie campagne in Libia, 1935-6 conquista dell’Etiopia, 1936-9 Guerra di Spagna, Seconda guerra mondiale 1940-43-45. Ci sono oggi in quelle che non si chiamano guerre ma spedizioni di pace ma costano e causano sangue, e dovunue in Asia e Africa. Onore ai Caduti e ai Combattenti.
Ulderico Nisticò
