Capita!

Capita … capita che un piccolo centro come Guardavalle, sparuto e ameno borgo della provincia di Catanzaro, possa assurgere agli onori della cronaca per un’ iniziativa meritoria e decisamente degna di nota. Il merito è tutto del personale docente e del D.S. della scuola del paese che hanno ideato e realizzato un progetto semplice e straordinario nel contempo : “ il mercatino di Natale” approntato con gli elaborati artistici prodotti dai discenti, opportunamente coadiuvati dai prof che, oltre alla loro professionalità, ci hanno messo la passione e l’entusiasmo che dovrebbero animare tutti coloro che hanno scelto di dedicarsi all’insegnamento.

I genitori degli alunni hanno elargito delle offerte libere per le opere realizzate dai loro figli e il ricavato è stato ben investito, infatti, nei giorni scorsi Il prof. Michele Bonardelli, dirigente scolastico dell’ I.C. “A. Moro” di Guardavalle ha consegnato agli studenti della secondaria di primo grado del succitato istituto 5 smart Tv acquistate con le libere offerte dei genitori.

Contestualmente la scuola ha acquistato delle nuove lavagne magnetiche. Le smart Tv sono già state installate nelle classi che non sono dotate di LIM (Lavagne interattive multimediali) e rappresentano dunque uno strumento assai importante per l’ arricchimento e l’ innovazione dell’ offerta didattica. Inoltre, il risultato raggiunto ha anche una valenza educativa perché insegna ai discenti che di fronte alle difficoltà serve a poco praticare la lagnanza e affidarsi alla rassegnazione, mentre è necessario industriarsi per cercare una soluzione.

Mi pare doveroso sottolineare quanto fatto a Guardavalle che è una realtà difficile e complessa, con problematiche ataviche, ma che merita – a mio modesto parere – di assurgere agli onori della cronaca anche quando riesce a produrre atti e fatti meritori e perciò degni di essere menzionati, soprattutto se prodotti dalla scuola che è non solo fucina di giovani talenti e baluardo di valori autentici, ma anche presidio di legalità e barlume di solarità ove troppo spesso osano le ombre.

Antonio Pellegrino