C’è terremoto e terremoto…

 Proteste spontanee degli abitanti del “cratere” del sisma dello scorso agosto: siamo a Pasqua, e non è stato fatto un bel niente di niente, neanche le casette di legno. Il commissario Errani non solo nulla fa, ma nemmeno lo si sente nominare: a parte lo stipendio, ovvio… Un perfetto esempio dell’inefficienza italiana.

 E basta ricordare il 1980 in Irpinia: anni e anni di ritardo; e intanto faceva un salto di qualità la camorra, da pittoresco contrabbando di sigarette a collaborazione stretta con i partiti, e dico tutti i partiti, e se facessi certi nomi a molti verrebbe un colpo al cuore. Sono anziani, e glielo risparmio. E così il Belice, eccetera.

 Torniamo indietro nel tempo. Nel 1930, terribile terremoto nella stessa Irpinia. Il capo del governo del tempo chiamò subito il ministro Crollalanza, e, consegnatigli pro manibus una cifra e i pieni poteri, così concluse: “Entro il 28 ottobre voglio inaugurare la ricostruzione”. Con parecchio anticipo, il ministro si presentò dal capo del governo, e, dopo aver annunziato che si poteva accomodare con forbice e nastro tricolore, restituì quanto non serviva più. Vediamo chi sa chi era il capo del governo nel 1930, e perché indicò proprio il 28 e non il 20 o il 31 di ottobre. A proposito, nel 1980, tutte le case dell’Irpinia crollarono, tranne quelle costruite nel 1930, che, essendo fatte come si deve, nemmeno se ne accorsero.

 Torniamo molto più indietro. Nel 1783 la Calabria subì quello che è poco chiamare un’apocalisse. Immediatamente, il re Ferdinando IV di Borbone inviò un potente reparto al comando del principe Pignatelli, cui assegnò i poteri dell’alter ego, cioè sovrano assoluto. Dopo efficientissimi soccorsi, e nelle condizioni che potete immaginare, il governo regio mise mano alla ricostruzione, con il criterio di creare nuovi centri con piani regolatori razionali. Fate una gita a Borgia, Filadelfia, Palmi, Oppido, Soriano, Cittanova, e decine e decine di altri paesi. Il tutto, entro dieci anni era stato completato.

 Ad Amatrice, dopo dieci mesi, siamo all’assoluto punto di prima. A pare l’inettitudine generale di tutti, c’è anche questo. Ammesso che al posto dell’inutile Errani ci fossero Crollalanza o Pignatelli, ma senza poteri, i loro ordini, per quanto severi e seri, si scontrerebbero con il potere subdolo dell’ultimo passacarte, del più squallido travetto, del più ignorante impiegatuccio, il quale o non ci sa fare, oppure approfitta per informare il sindaco che se vuole la tale pratica, prima deve assumere la figlia che è tanto brava…

 I terremotati protestano; il governo tace; la magistratura e le polizie non si sa; il commissario Errani si sveglia solo il 27 per riscuotere.

Ulderico Nisticò

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