E ora?

 La scomparsa di Jole Santelli ha suscitato unanime commozione. Ma ogni morte lascia ai vivi di continuare a vivere, con tutti i problemi che ciò comporta; e tanto più la morte di una figura politica. E ora?

 Lo Statuto della Calabria, come tutte le cose nostrane da quattromila anni, è ambiguo; perciò la cosa sola certa è che entro dieci giorni si scioglie il Consiglio, e si torna a votare. Quando, non si sa esattamente: secondo alcuni, dopo 60 giorni; secondo altri, dopo 90. Domanda: 60 e 90 dal triste evento, o dalla presa d’atto; e, sussurra qualcuno, si potrebbe anche pensare a 60 e 90 dall’indizione…

 Non  è una questione da poco: se 60, siamo a Natale; se 90, a fine gennaio; se oltre, a data da destinarsi. Del resto, quando morì Guarasci, passarono mesi; quando venne dimesso Scopelliti, otto mesi. Insomma, vedremo; ma versiamo in confuzione.

 Sciolto il Consiglio, comunque, la Regione può procedere solo all’ordinaria amministrazione; reggeranno la macchina il vice (attenti, vice e facente funzioni, non presidente), e gli assessori attuali, ma anche loro per l’ordinario. Un blocco?

 Il vice è l’attuale assessore alla Cultura, funzione nella quale non è stato certo un fulmine di guerra (eufemismo, per non dire che non ha fatto nulla); se improvvisamente tirerà fuori qualità finora ignote, ce ne accorgeremo: se…

 Quanto alla politica, la coalizione attuale aveva: la presidente di Forza Italia; il vice, Lega; e c’erano Fratelli d’Italia e altri. Intanto però Forza Italia è andata male; la Lega calabrese, che era arrivata al 22%, è in precipizio elettorale (tranne, bene inteso, a Taurianova!!! urka); Fratelli d’I. è sempre più forte. Qualunque sia l’accordo nazionale, bisognerebbe tenere conto della realtà calabrese.

 A sinistra, il PD è in crisi ormai cronica; da Crotone è sparito; a Reggio non ha vinto Falcomatà, ha perso Invernizzi. La ricerca di miracoli tipo Callipo, è stata un fallimento, e così se ancora la sx andrà in cerca di nomi altisonanti… nel senso che suonano giusto a casa loro e al premio letterario Sagra della Frittola spacciato per “intellettuale”.

 Ma stia attento il centrodestra: potrebbe fare in Calabria la fine di Reggio, cioè che la sinistra non vinca, ma il centrodestra perda. Se il candidato di dx sarà un Pincopalla qualsiasi – nuovo o riciclato o Spirlì – la gente non va a votare: io per primo, o voto a fantasia.

 I 5 stelle sono in cachessia, ma potrebbero anche passare dal 7 all’8%, e piazzare un consigliere di disturbo. Tansi, dopo Crotone, sarà presente con qualche buona possibilità.

 Varie ed eventuali.

 Avrete notato che sto parlando di partiti. Quanto ai programmi seri pro Calabria di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia viva, Lega, PD, Stelle, Tansi, eccetera, se ne può curare con successo Evangelista Torricelli, quello del vuoto torricelliano. Intellettuali, università, giornali e poeti, taccio tutti come il foscoliano teschio dove abita l’upupa. L’upupa parla, però dice sciocchezze.

 Nei 60 o 90 giorni, bisognerebbe parlare di politica e di problemi calabresi. Problemi, ragazzi, non chiacchiere retoriche a ruota libera segue cena.

Ulderico Nisticò