La rivoluzione elettorale ovvero il diritto-dovere per tutti di andare a votare Domenica 4 Marzo 2018

Caro Tito, domenica 4 marzo 2018 segnerà il raggiungimento del mio 68° compleanno. Sono doppiamente lieto, anche perché tale data è stata scelta per lo svolgimento (in un’unica giornata dalle ore 07,00 alle 23,00) delle Elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento italiano e la conseguente auspicabile formazione del nuovo Governo.

Speriamo che gli italiani votino per dare stabilità e progresso al nostro Paese, scegliendo e votando ciò che solitamente è ritenuto “il meno peggio” (visto e considerato pure che la classe politica è ai suoi minimi storici per stima popolare ed affidabilità istituzionale). Speriamo quindi nei nuovi candidati!

I PRIMI 70 ANNI DELLA COSTITUZIONE

In questo anno 2018 ricorre il settantesimo anniversario di entrata in vigore della nostra Carta Costituzionale (01 gennaio 1948). E’ un motivo in più per andare a votare in massa ed onorare così i valori della Costituzione della nostra Repubblica, nonché tutti coloro che hanno lottato e patìto per ottenerli!…

LA RIVOLUZIONE ELETTORALE

Se tutti andassimo a votare nell’imminente 4 marzo, contribuiremmo a realizzare una vera e propria “RIVOLUZIONE ELETTORALE” pacata, gentile e civile, attuata con i soli mezzi della consapevolezza, della democrazia e della libertà!… Ritengo che sia ormai venuto il tempo per dare un poderoso segnale di vero ed effettivo rinnovamento (pure etico, morale ed istituzionale). E di “rinascita”.

Il popolo italiano (così tanto vessato sotto ogni forma) dovrebbe gridare gridare gridare la propria dignità, massacrata senza pietà e così tanto dai potenti (perenni e di turno) da rendere pure l’Italia assai debole e poco significante anche nel contesto internazionale. E’ necessario, perciò, avviare quel “riequilibrio” sociale, pure per evitare inasprimenti e rancori in quelle classi che, specialmente negli ultimi decenni, hanno subìto un notevole ed indegno arretramento da cui, altrimenti, sarà quasi impossibile risollevarsi.

io-voto-campagna-greengraffitiCaro Tito, con questo tipo di “democrazia” (garantita dalla nostra Costituzione) abbiano un preziosissimo strumento pacifico per avviare una vera e propria “RIVOLUZIONE ELETTORALE” per far sentire e far pesare di più e in modo determinante la voce e le esigenze dei Cittadini. Cerchiamo di approfittare e di usare nel miglior modo possibile il diritto-dovere di voto, affollando i seggi tanto da sforare l’esiguo orario delle ore 23 di domenica 4 marzo! … ma è indispensabile arrivare al seggio prima delle ore 23,00.

SPECIALMENTE IL SUD ITALIA …

Allo stato oggettivo delle cose, chi sta pagando da sempre (e ancora di più dal 1860) invasioni, colonizzazioni, crisi e malgoverni è proprio il Sud Italia. I giornali di questi ultimi giorni affermano che la partita elettorale del 4 marzo potrebbe essere decisa proprio dal nostro malconcio Meridione. Sarebbe veramente augurabile!…

Penso che il 4 marzo 2018 il nostro Sud potrebbe giocare veramente una carta assai importante per il suo futuro. Però è necessario andare a votare in massa, con l’orgoglio di chi non intende essere ancora preso in giro per l’ennesima volta. Altrimenti vuol dire che siamo proprio … impenitenti e addirittura “masochisti”!

Caro Sud, questa è la tua storica occasione di realizzare una utile “Rivoluzione elettorale”!!! Una preziosa occasione da non perdere assolutamente! Infatti, se non avremo un atteggiamento concretamente decisivo e determinante, vorrà dire che per il nostro Meridione non si sarà più speranza! E me ne duole già!…

VOTARE E’ UN DIRITTO-DOVERE!!!

Il diritto-dovere di andare a votare non è soltanto sancito dalla nostra Costituzione, ma tale diritto-dovere appartiene alla parte più autentica della nostra nazione, poiché è stato ottenuto con le lotte ed il sangue di milioni di nostri concittadini convinti di affidarci così un mondo migliore. Ed il sangue dei martiri è sempre sacro e degno di rispetto assoluto e persino di totale devozione!!!… Pure perché è il nostro stesso sangue!

Ecco cosa c’è scritto nella prima parte dell’articolo 48 della nostra Carta costituzionale: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. IL SUO ESERCIZIO E’ DOVERE CIVICO….”

VOTARE E’ PURE RISPETTARE I MARTIRI DELLA LIBERTA’

in-fila-per-votare-persone-a-coloriIl semplice fatto che, fisicamente e civicamente, da casa ci portiamo al seggio elettorale … costituisce un pellegrinaggio rinnovato anche per ricordare ed onorare tutti coloro che fino ad oggi hanno sacrificato molto di sé stessi fino a perdere la vita affinché noi (loro figli, nipoti, pronipoti ed eredi) potessimo avere uno strumento prezioso di libertà, di democrazia, di pluralismo, di pace, di progresso e di tutti gli altri valori che rendono un Paese davvero civile e solidale. Quindi, tocca a tutti noi cooperare affinché, anche tramite il voto, l’Italia sia ancora e sempre degna dei nostri Padri, eroi e martiri della libertà.

LE URNE …

Ho sempre pensato che le URNE esistenti nei seggi elettorali siano state così chiamate proprio per ricordare le URNE dei nostri “martiri per la libertà” i quali, appunto, nel corso dei secoli (e in particolare negli ultimi due, 1800 e 1900) hanno cementato con il loro sangue il nostro attuale lungo periodo di pace.

Già, a scuola, studiando “I Sepolcri” (celebre poema di Ugo Foscolo 1778 – 1827), ho sentito il brivido della responsabilità che ognuno di noi dovrebbe avere proprio verso chi ci ha preceduto, ma anche e soprattutto verso le presenti e le future generazioni. E non è cosa da poco, ti assicuro! Ci vuole impegno costante per non rischiare di perdere quanto di più prezioso hanno costruito e ci hanno tramandato i nostri avi!

FIORI MULTICOLORI ALLE URNE

bouquet-multicolori-fiori-della-costituzioneDomenica 4 marzo andrò a votare portando un bouquet di fiori multicolori (come multicolore è la democrazia, il pluralismo e la partecipazione) al seggio elettorale dove ci sono le “URNE” simboliche di chi ha lottato personalmente per noi e per i nostri più esaltanti valori di civiltà.

Affiderò questi fiori al Presidente del mio seggio elettorale e porterò mimose alle donne di tale seggio, non soltanto perché sia imminente la loro giornata dell’8 marzo … ma anche perché le donne hanno ottenuto più recentemente il diritto di voto attivo e passivo più recentemente, nel “suffragio universale” del 1946, cioè appena 72 anni fa. E proprio dalle donne potrebbe scaturire una buona “Rivoluzione Elettorale”!

Se dal fioraio riuscirò a trovarla, porterò al Seggio Elettorale una piantina di bellissimi fiori denominati “non ti scordar di me” … proprio per significare e simboleggiare il fatto che NON DOBBIAMO SCORDARCI DEL VALORE CHE HA LA NOSTRA COSTITUZIONE!!!

PORTATE FIORI AI SEGGI!!!

non-ti-scordar-di-me-fiore-e-piantaCaro Tito, spero che questa iniziativa di portare fiori ai Seggi Elettorali possa essere ripresa ed attuata pure da te e dai nostri lettori. Spero a livello nazionale. Sarebbe un utile e gentile esercizio di democrazia e di riconoscenza per tutti coloro che, bene o male, ci hanno consentito con il loro sacrificio di vivere molto meglio delle precedenti epoche quando il pluralismo era mal tollerato o addirittura non era consentito.

Fiori in omaggio ai primi 70 anni della nostra Costituzione repubblicana. Fiori in omaggio al significato che rivestono domenica 4 marzo (come in tutte le altre consultazioni) i Seggi Elettorali, come presidio di democrazia, partecipazione e civiltà. Basta un fiore … il fiore della nostra Costituzione, della democrazia e della libertà!… Un fiore per rafforzare sia la democrazia che la libertà, sia la partecipazione che i diritti-doveri di tutti davanti alla Legge e alle responsabilità di solidarietà e di riequilibrio sociale.

NON DISERTARE LE URNE!!!

io_vado_a_votare-donnaAstenersi dal voto (così come dalla più attiva partecipazione alla solidarietà sociale) può significare “disertare” … infatti si dice proprio “disertare le urne”. E “disertare” non mi sembra assolutamente un modo brillante per stare al mondo e in questo mondo che ha bisogno di tutti i cittadini per progredire e per dare a tutti, indistintamente a tutti, una qualità di vita degna di questo nome.

Astenersi dal voto può apparire un segno di protesta, ma non lo è in verità, poiché gli assenti hanno sempre torto, come afferma un noto proverbio. Infatti, chi non partecipa al voto non può poi lamentarsi che le cose vanno male. Che gusto c’è, poi, lasciare scegliere agli altri la classe dirigente politica, parlamentare e governativa, la cui azione istituzionale ricade (bene o male) anche su chi ha disertato le urne?… Non è meglio partecipare al voto e fare la propria scelta di chi ci governerà per i prossimi 5 anni (che, altrimenti, potrebbero essere fatali)?… Suvvia! … un po’ più di “amor proprio”!!!…

CONTRASTARE IL DECLINO ITALIANO

elezioni-politiche-2018-scheda-tgricolorePoco fa, mia moglie mi ha fatto seguìre (sul suo “smartphone”) una cantata amatoriale il cui testo (sulla musica del noto brano “4 marzo 1943” di Lucio Dalla) descrive le vicende politiche-governative degli ultimi 24 anni. L’autore del testo e della cantata conclude affermando che ormai non gli tocca altro che assistere al “declino dell’Italia” poiché non c’è speranza di risollevare la nostra Nazione dagli scempi politici.

Purtroppo sono tantissimi gli interventi così conciati, tendenti al “nichilismo” e al “disfattismo” riguardo il proprio Paese di appartenenza. Posso capire lo scoraggiamento e l’avvilimento, ma non la resa! Bisogna combattere fino all’ultimo uomo e, quindi, fino all’ultimo voto. Rassegnarsi non aiuta certo a migliorare affatto le cose che si descrivono e si contestano (sicuramente a ragione).

Dobbiamo stare attenti a farci trascinare dall’onda del “declino”. Non conviene proprio a nessuno! E non conviene a nessuno nemmeno l’atteggiamento timoroso proprio quando è il tempo del coraggio e non dei cosiddetti “codardi”. Chi segue in “cattivi maestri” prepara pure la propria rovina.

RIUSCIRE RIUSCIRE RIUSCIRE

io-vado-a-votare-passaparolaCaro Tito, questo è il momento di reagire agli scoramenti e alle negatività. Pure per questo il 4 marzo (nonostante tutto e nonostante tutti) dobbiamo reagire al “tanto peggio, tanto meglio”!… C’è sempre chi ci guadagna a pescare nel torbido e nelle discordie, ma ci perdiamo noi. Ci perde il popolo onesto.

Bisogna assolutamente RIUSCIRE RIUSCIRE RIUSCIRE a reagire ai tempi bui o tristi. Non siamo soli. C’è, intanto, l’esempio dei nostri nonni e padri che hanno ricostruito l’Italia dalle macerie della seconda guerra mondiale. Personalmente ho l’esempio splendido di mio padre, Buono Lanciano, che, da operaio delle Ferrovie dello Stato ha contribuito a “buttare il sangue” (con turni massacranti) per ripristinare a tempo di record i binari divelti dai bombardamenti delle linee ferrate calabresi sul Tirreno e sullo Jonio.

Ognuno può trovare nella propria famiglia fulgidi esempi di persone che hanno reagito con alacre impegno e con forte abnegazione affinché noi, loro eredi o discendenti, potessimo avere una vita migliore! Come posso tradire il lavoro e gli infortuni sul lavoro di mio padre?…. Come posso tradire il sangue sparso da miei familiari ed amici di famiglia nelle ultime guerre?…

Per non dire dei tantissimi che hanno difeso la nostra dignità di popolo, consegnandoci un’Italia certamente imperfetta e da rafforzare … e insegnandoci a non perderci mai d’animo o a non arrendersi davanti a qualsivoglia difficoltà. RIUSCIRE è sempre, comunque ed ovunque il nostro imperativo!

Scriviamo un utile promemoria con la parola “RIUSCIRE” su adesivi da tenere sempre sotto gli occhi, a casa, in automobile, sul posto di lavoro … ovunque intendiamo ricordare e tenere presente questo nostro solenne dovere di RIUSCIRE RIUSCIRE RIUSCIRE. Un obbligo a favore di noi stessi e delle future generazioni.

LA PROTESTA MIGLIORE E’ NELLE URNE

votare-oh-ohChi per protesta non intende andare a votare fa, sostanzialmente, un favore agli altri che potrebbero comunque governare persino con il solo voto dei loro sostenitori, anche se pochi. Disertare le urne è, quindi, fare lo sporco gioco di chi, sotto sotto, non ama la democrazia e la partecipazione attiva dei cittadini! Riflettiamo molto bene su questo tremendo imbroglio. Non ci facciamo ingannare da nessuno!

Fino a prova contraria, la sede della protesta più ascoltata, utile e solenne è quella delle URNE. E’ lì che bisogna mettere la scheda-messaggio del proprio dissenso. Infatti, attraverso il voto la protesta avrà i suoi numeri, mentre con l’astensione non si può valutare omogeneamente e separatamente il volume degli assenti e il valore del dissenso. Chi è assente fa la figura di chi è andato al mare o in vacanza!

Bisogna perciò andare tutti ai seggi e prendere la scheda elettorale. Da ex presidente di seggio suggerirei ai dissidenti di non votare “scheda bianca” ma di annullare la scheda. Le schede nulle hanno più valore politico. Si può annullare la scheda scarabocchiandola oppure (è consigliabile) scrivendo una o più frasi di protesta (ma senza oscenità o vilipendio). Essendo il voto un atto solenne della nostra democrazia costituzionale, il presidente di seggio è tenuto a leggere il messaggio ivi contenuto per come scritto dal cittadino-elettore … ovviamente soltanto se il contenuto è sì di protesta ma non volgare ed offensivo.

PENSARE AI POPOLI SENZA VOTO

Chi ha intenzione di non andare a votare dovrebbe pensare a tutti quei popoli che ancora sono in guerra, sono perseguitati, abitano in Paesi dove il diritto-dovere del voto non è riconosciuto, ma anzi osteggiato da dittature e con violenze di ogni tipo. Dovremmo andare a votare obbligatoriamente pure per loro!

Si dovrebbe pensare, in particolare, a quei popoli che stanno lottando, versando tanto sangue, proprio per ottenere la democrazia, la libertà e migliori condizioni di vita. Basta seguire i telegiornali quotidiani per vedere e capire la preziosissima eredità che ci hanno lasciato i nostri Padri con la raccomandazione di difendere, estendere e valorizzare le loro conquiste umane, civili, sociali, economiche e culturali.

CON IL VOTO CI DIFENDIAMO MEGLIO

politiche_2018-tricoloreDomenica 4 marzo è solamente una delle tantissime tappe attraverso cui ci è data la possibilità di continuare a costruire faticosamente ma tenacemente il presente ed il futuro non soltanto quello nostro nazionale. Parecchi popoli guardano a noi con speranza, non possiamo deluderli o ingannarli con atteggiamenti contrari ai valori della libertà e della democrazia!

Inoltre, non ci si pensa quasi mai, ma l’esercizio del voto è una vera e propria “assicurazione” sulla e per la nostra vita democratica e contro la voglia o l’illusione di altre dittature o di poteri forti. Chi ha conquistato a prezzo del proprio sangue la libertà e la democrazia ci ha raccomandato che dobbiamo difendere e diffondere questi valori fondamentali ogni giorno, poiché chi vuole distruggere il nostro benessere è sempre in agguato dietro l’angolo, pronto ad approfittare di ogni nostra debolezza, incertenza e indecisione! Pure per questo non ci dovrebbero essere assolutamente indecisi o “disertori”.

E mi sembra che finora qualcuno ha approfittato già abbastanza delle nostre titubanze e delle discordie, negandoci non soltanto numerosi diritti-doveri ma devastando le nostre economie familiari, il nostro lavoro, le nostre pensioni, i servizi socio-sanitari e quant’altro, facendoci retrocedere a tempi lontani!

UN VOTO DECISIVO PURE PER I MIGRANTI

elezioni_politiche_del_4_marzo_2018-urna-e-stemma-repubblicaDicevo che “parecchi popoli guardano a noi con speranza”. Sono i popoli miseri e diseredati. Sono quei popoli i quali hanno subito per lunghi secoli il tremendo colonialismo che li ha impoveriti più di quanto non lo fossero già. Sono popoli stremati anche per i cambiamenti climatici, in gran parte prodotti dai Paesi più industrializzati. Sono popoli che chiedono risarcimenti per come li abbiamo trattati in precedenza.

Da anni e anni andiamo sbandierando che l’Occidente è il paladino dei “diritti umani” e di quanto altro utile per la democrazia e la libertà (ma senza guardare alle nostre magagne interne)! Così gli altri popoli in difficoltà ci prendono in parola e vengono, con le migrazioni, a vedere se è proprio vera tutta questa insistente nostra vanteria, tutte le nostre superbe ostentazioni di ricchezza e di benessere!

Abbiano fatto venire l’acquolina in bocca ai poveri più poveri! Non ci siamo resi conto che la nostra “spacconeria” di “maestrini” del mondo poteva diventare un “boomerang” per l’Occidente. Non c’è cosa peggiore che ostentare le nostra tavole riccamente imbandite a chi ha fame! Siamo caduti nel nostro stesso tranello, quando invece era necessaria la frugalità, la solidarietà pure per eliminare le “ribellioni”.

Inoltre, posso pure sbagliarmi però mi sono fatto l’idea è che Nazioni europee colonialiste come Gran Bretagna, Francia, Olanda, Belgio, Spagna e altre hanno stremato interi continenti e le conseguenze (ad esempio con l’attuale fenomeno migratorio) le stanno facendo pagare specialmente all’Italia (o “Italietta” come qualcuno insiste a definirci), condannata dalla geografia mediterranea. E non da oggi!

Infatti, sono oltre 4 mila anni che l’Italia (in particolare il sud) è alle prese con le immigrazioni. Nel 1998 ho scritto un articolo intitolato “Da Enea a Ocelan” per significare che la storia degli altri e la nostra geografia ci condanna all’accoglienza di fuggitivi, profughi e quanto altro ci perviene da est come da sud, mentre da nord abbiamo accolto (e, alla lunga, ammansito) persino i grande conquistatori.

La nostra Calabria, ad esempio, è la regione italiana con la maggiore presenza di comunità albanesi (arbreshe). Attualmente sono ben 30 comuni (in particolare nella provincia di Cosenza) con circa 60 mila abitanti, eredi di quelle ondate migratorie di massa avutesi dal 1468 in poi. Ma la Calabria (nel 12° secolo) ha accolto pure i profughi Valdesi (comunità occitana) che oggi abitano il comune di Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza. Ma ci sono pure residue comunità ellenofoni nella “Grecìa” reggina.

MIGRANTI, EREDITA’ DEL COLONIALISMO

scheda-elettorale-piena-di-timbri-in-primo-pianoIn verità, è doveroso aggiungere e precisare che pure l’Italia dei Savoia ha invaso, a suo tempo, alcuni Paesi dell’Africa e non certo con le buone maniere, anzi! … così come aveva fatto precedentemente con l’invasione del Sud nel 1860, massacrando e bruciando interi villaggi, torturando e razziando. Infamando! Ritenendo il Sud Italia peggio dell’Africa. Razzismo interno che stiamo ancora pagando amaramente!

Inoltre, in simili drammi, c’è sempre chi pesca nel torbido e, quindi, per profitto politico o economico (o per alleggerirsi di criminali o di bocche da sfamare), organizza queste migrazioni, incurante dei pericoli di deserti e di mari che inghiottono decine di migliaia di persone, spesso pure “senza nome”. Chi può pensare che tali migrazioni non siano, in qualche modo, pilotate, forse con un lungimirante insidioso progetto?

Le guerre ci sono, ovviamente, e chi scappa dai bombardamenti o da morte certa deve essere accolto almeno come siamo stati accolti noi italiani dopo la “mala-unità italiana” del 1861. Ritengo che sia utile tenere presente, votando bene, queste complicate vicende che fanno male a tutti. Indistintamente!

C’è un severo dato antropologico (ancor prima della doverosa solidarietà) che è necessario tenere presente quando si parla di migranti. Ho sempre ribadito io stesso, per esperienza diretta, che essere migrante non è affatto bello e ritengo ancora che ognuno vorrebbe stare a casa propria, nella sua terra con la sua gente. Emigrare deve essere per studiare, conoscere e apprendere non per necessità. Perciò, esorto l’Europa e gli altri Stati benestanti ad aiutare i popoli poveri a casa loro, evitando inutili sofferenze e tragiche morti.

A mio parere i Paesi occidentali dovrebbero (in accordo e non in dissidio prevaricatorio tra di loro) realizzare politiche di sostegno verso i Paesi poveri ed ex coloniali, per dimostrare che la vera democrazia e i veri “diritti umani” esistono e possono appartenere pure a costoro. Con le politiche “gentili” tali Popoli darebbero accesso alle loro materie prime, senza costringerci a derubarli, provocando morti e rovine.

LA DEMOCRAZIA E’ COME UN FIORE

elezioni-politiche-2018-info-voto-esteroCaro Tito, non vorrei tediarti sul valore della democrazia. Ritengo che, nella stragrande maggioranza, il popolo italiano sappia bene quali e quanti rischi si corrono se non prendiamo tutti, dico tutti, la situazione in mano. Gli assenti, i disertori delle urne non soltanto hanno torto ma addirittura potrebbero, alla fin fine, avere il ruolo di “complici” di una classe politica che pesca nel torbido degli assenteisti delle urne.

“La democrazia è come un fiore, se la dimentichi muore!” suole dire e raccomandare Shirin Ebadi (Hamadan 21 giugno 1947, Persia) una coraggiosa donna avvocato e pacifista iraniana cui è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace nel 2003. E noi abbiamo il dovere morale di tenere in gran conto tutti coloro i quali, come la signora Ebadi, hanno lottato e continuano tenacemente a lottare per la democrazia ed il pluralismo, soffrendo persecuzioni e violenze spesso inaudite. Ogni Costituzione, come quella italiana, è una “santa Costituzione” scritta (non mi stanco di ripetere) con il sangue e il dolore dei nostri eroi, grandi e piccoli. Una “santa Costituzione” da venerare, rafforzandola al meglio e il più completamente possibile.

Andando al voto, perciò, onoriamo la Costituzione, onoriamo coloro che l’hanno conquistata per noi loro eredi, onoriamo i nostri di eredi, onoriamo coloro i quali agognano alla libertà e alla democrazia ma sono impediti, oppressi o messi in carcere e persino sotto torture!… Nel mondo si sta ancora versando molto sangue per gli ideali di quella libertà e di quella democrazia che noi abbiamo abbastanza, anche se non ancora in modo abbondante. Più forte saranno l’Italia e l’Europa democratiche, più speranze avranno altri popoli di riuscire a conquistare pure loro una bella Costituzione come la nostra ed una vita migliore!

UN LUNGO PERIODO DI PACE

Grazie alla nostra Costituzione e a chi ci ha governato dal 1945 in poi, abbiamo goduto di un lungo periodo di pace … ben 73 anni senza guerre!… Forse mai nessuna generazione ha goduto di tale privilegio! Sì, dico “privilegio” poiché mi sento un privilegiato, un fortunato di avere trascorso tutta la mia vita finora (ben 68 anni) in un’Italia in pace, anche se ancora con tantissime ingiustizie e gravissimi problemi. Ad esempio, i miei Genitori hanno attraversato due guerre mondiali e alcune guerre coloniali!

Forse, guardando i popoli ancora in guerra (tra morti, distruzioni, fughe ed esilii), possiamo renderci meglio e maggiormente conto che (nonostante tutto e tutti) qualcuno, a monte delle nostre esistenze, ha lavorato e lottato tanto per la nostra tranquillità. Come non essergli riconoscenti, andando a votare bene bene!

MIGLIORIAMO L’UNIONE EUROPEA

zona_democratica_limite-invalicabileMedesima riflessione si può fare per l’Europa che (da 1945, anno dopo anno, faticosamente, ma teneramente) sta trovando fragili equilibri che tocca pure a noi rendere più forti e stabili. Sono sempre stato un grande simpatizzante e sostenitore dell’Europa Unita e, adesso, dell’Unione Europea. E grazie proprio all’Europa ho potuto viaggiare senza frontiere, con una moneta unica, sotto un’unica bandiera, sicuro di non trovare in altre Nazioni associate estranei, stranieri o addirittura “nemici” come accadeva per la generazione di mio padre e di mio nonno.

Un qualche buon progresso c’è quindi stato, vero Tito?… I nostri figli e nipoti ormai studiano facilmente in università di altri Paesi associati (con i progetti Erasmus) e familiarizzano davvero tanto come non è stato possibile alla mia generazione che pure si è aperta all’internazionalismo e all’universalismo.

E (come ho già detto in altre lettere) personalmente devo ringraziare la nostra Costituzione ed anche l’Europa se ho potuto continuare gli studi dopo la scuola (elementare) dell’obbligo. Infatti, tramite appositi concorsi, ho ottenuto sempre borse di studio che hanno aiutato la mia famiglia (operaia e contadina) a mandarmi persino all’università. Università che per me è stata determinante per la mia formazione e per potermi rendere utile anche socialmente, con gioia ed impegno. Come posso dimenticare ciò?…

Tocca a tutti noi sostenere e migliorare sempre di più la nostra Costituzione, il nostro Paese e l’intera Unione Europea, sempre guardando oltre i nostri confini per sostenere e migliorare l’Organizzazione delle Nazioni Unite e tutte le piccole e grandi “Aggregazioni” internazionali. Soltanto con un’Umanità sempre più sensibile, ragionevole, serena e progredita possiamo sperare in una pace più duratura e diffusa e in un “mondo migliore” (slogan che non mi abbandonerà mai e che costituisce l’imperativo delle generazioni).

DAL 1972 HO SEMPRE VOTATO

Cosciente di tutto ciò e che noi cittadini abbiamo un potere enorme soprattutto attraverso le URNE … forse l’unico vero potere concessoci (a parte la nostra attività quotidiana di testimonianza, di buon esempio e di iniziative che valorizzino lavoro e società) … Cosciente che votare è un dovere costituzionale ma anche un preciso diritto civile e sociale … personalmente sono andato sempre a votare, per qualsiasi consultazione, fin dal maggio 1972 (Elezioni Politiche, mio battesimo elettorale), ovunque mi trovassi nella settimana del voto. Sono ben 46 anni che esercito tale ininterrotto diritto-dovere democratico-elettorale!

Fra 4 anni festeggerò i miei “Cinquant’anni di elettore”. Infatti, finora non ho mai disertato le urne! … anche quando ero residente a Badolato però abitavo a Roma o ad Agnone o altrove. Con ogni mezzo ho percorso sempre centinaia e centinaia di chilometri per raggiungere il mio seggio di appartenenza, spendendo in media ogni volta (tra una cosa e l’altra) attorno agli attuali mille euro. Sono del parere che è meglio non rimpiangere amaramente le perdute libertà! “Capito mi hai” caro Tito?…

PRESIDENTE DI SEGGIO

Inoltre, per una migliore partecipazione civile e per utile esperienza personale, negli anni Ottanta ho voluto pure fare parte della composizione di un seggio, come presidente, in tutti i tipi di consultazioni (dalle comunali-provinciali-regionali alle politiche, dalle europee ai referendum). E’ stata davvero una grande soddisfazione sorridere cordialmente e stringere la mano calorosamente ad ogni elettore e ringraziarlo per aver assolto al suo diritto-dovere principale per contribuire a sorreggere la nostra democrazia e tutto ciò che ne consegue. Almeno nel giorno delle Elezioni il vero “RE” è il cittadino-elettore! E come tale deve essere rispettato ed onorato!

Lo afferma chiaramente la nostra Costituzione proprio all’articolo 1 … “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La SOVRANITA’ appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione … “. Così, domenica 4 marzo 2018, ogni cittadino che si reca al Seggio è da considerarsi “Sovrano” … cioè superiore e indipendente nella espressione della sua Volontà elettorale.

Infatti, le consultazioni elettorali dovrebbero essere (oltre che impegno ineliminabile) anche un’autentica FESTA della DEMOCRAZIA, una FESTA per il NOSTRO FUTURO. Personalmente ho sempre vissuto come una Festa tutte le giornate elettorali (anche quelle più difficili). Non neghiamoci questa festa e questa gioia! Altrimenti, con quali occhi potremo guardare in faccia i nostri figli, nipoti, parenti, futuri concittadini?…

VOTIAMO ANCHE PER EGOISMO, MA VOTIAMO!

Dico spesso (e l’ho messo pure nero su bianco nelle mie pubblicazioni) che, in alcuni casi, possiamo raggiungere risultati positivi persino e paradossalmente dimostrandoci o essendo veramente EGOISTI. Infatti l’Amore e l’Egoismo, a volte, puntano allo stesso utile scopo, pur utilizzando motivazioni opposte.

PER AMORE vorrei una società più giusta e più funzionante, più adatta al benessere psico-fisico mio e degli altri con cui essere solidale e amabile. Ma potrei raggiungere questo medesimo stato di funzionalità per i miei affari anche con il mio EGOISMO, poiché per stare meglio io è necessario che le cose basilari di una società funzionino bene (altrimenti ne soffriranno assai anche il mio business e le mie ambizioni).

APPELLO A CHI VORREBBE ASTENERSI DAL VOTO

Faccio, quindi, un caloroso e vigoroso appello a tutti i cittadini italiani che pensano di non andare a votare, affinché si rechino ai seggi e segnino le schede in qualsiasi modo … votando i partiti e i candidati scelti … annullando le schede (per protesta o per altra convinzione) come accennavo prima. L’importante è entrare nella cabina elettorale, esercitare il proprio diritto-dovere di SOVRANITA’ e realizzare un gesto di consapevole responsabilità. Come ex presidente di seggio, ripeto, consiglierei di non votare però scheda bianca … non si sa mai! E’ più sicuro annullare. Bene, però!…

Gli ultimi sondaggi possibili ed autorizzati (venerdì 16 febbraio 2018) prevedono attorno al 35 per cento gli astenuti o “disertori”, le schede bianche o annullate come intenzione di voto. Come da alcuni decenni a questa parte i cosiddetti “indecisi” (le categorie di voto appena evidenziate) restano ancora il primo partito italiano. Un partito che, se bene attivato, potrebbe capovolgere qualsiasi situazione elettorale, realizzando quella RIVOLUZIONE ELETTORALE che si rende necessaria per sbloccare l’attuale “impasse” (punto morto).

VOLETE DIVENTARE IL MAGGIOR PARTITO?

Infatti, i commentatori politici affermano che GLI ASTENUTI sono, in pratica, il maggior partito in Italia. Ma ciò può essere detto soltanto in linea teorica. Invece, se c’è chi intende protestare e farsi sentire veramente e seriamente … allora deve recarsi al seggio elettorale e manifestare per iscritto sulla “scheda” tale sua volontà … altrimenti il semplice astenersi (non recandosi al seggio) non ha un valore politico chiaro e forte.

In fondo, i partiti si dolgono soltanto formalmente del grande fenomeno dell’astensionismo, dal momento che (non essendoci un quorum) tutti vanno comunque al Parlamento e al governo con il semplice voto dei loro fedelissimi! Se, quindi, vogliono veramente protestare oppure osteggiare la “partitocrazia”, gli astensionisti devono entrare nella cabina elettorale per annullare le schede. Ma, è essenziale andare alle URNE. Non andarci è una troppo grossa responsabilità non soltanto verso sé stessi, ma anche verso la vita democratica ed operativa dello Stato! L’ingresso alle urne costituisce pure un “censimento elettorale”.

REGALO DI COMPLEANNO

Aspiranti astensionisti o “disertori”! … per il mio 68° compleanno, il 4 marzo, per piacere, fatemi un bel regalo … andate tutti a votare! … Andate a votare per documentare, nero su bianco, quanto valete e, soprattutto, come e quanto siete arrabbiati! Fate venire fuori tutto il vostro orgoglio e la vostra dignità personale, umana e civile!

In particolare, vorrei un bel regalo dalle DONNE … andate tutte a votare in massa e date preferenza alle altre DONNE, avendo così più possibilità di essere ascoltate in sede legislativa per i diritti che ancora non Vi sono riconosciuti … ad esempio, guadagnate meno degli uomini a parità di lavoro, avete tre lavori poco o non affatto riconosciuti (casa e famiglia, ufficio o fabbrica), rischiate sempre di essere infastidite sessualmente o addirittura di incorrere in un tragico e ricorrente femminicidio, non avete ancora la parità in tanti settori pubblici e privati e tanto altro ancora. Voi donne dovreste essere quelle più adirate!… Regolatevi di conseguenza! Voi potreste fare da sole la più bella e memorabile “rivoluzione elettorale”!

APPELLO ALLE DONNE

Perciò, un appello assai accorato intendo fare alle DONNE: andate a votare tutte, ricordando che, almeno in Italia, le donne hanno avuto la possibilità di votare soltanto nel 1946 (elezioni amministrative e referendum pro Repubblica o Monarchia) … appena 72 anni fa … mentre gli uomini hanno cominciato a votare in massa molto tempo prima, con il suffragio universale nelle elezioni politiche del 1913. Fatevi sentire!!!… Fatevi rispettare!!!… Voi siete più della metà del Cielo e sarebbe giusto che ci fosse una “proporzionalità” anche numerica, oltre la cosiddetta “parità” o le “quote rosa”. Non Vi pare?…

Infatti è interesse delle donne andare a votare preferibilmente altre donne, per amore o per egoismo. Per amore di genere e per egoismo di diritti (come ho appena evidenziato).

APPELLO AI FUORI-SEDE

Ho scritto innumerevoli articoli sulle difficoltà dei “fuori-sede” (per studio o per lavoro) di poter espletare il proprio diritto-dovere di andare a votare nel luogo di residenza o per … via telematica. Questa è una gravissima discriminazione (pure costituzionale), poiché, in gran parte, i fuori-sede (in gran parte) non vanno a votare al paese di residenza. I Governi e i Parlamenti fin qui succedutisi sono sempre stati “fuori-legge” con i “fuori-sede”. Per questo e per tantissimi altri motivi, ho cercato di fondare il SEI – Sindacato Elettori Italiani, ma purtroppo con pochissimo sèguito, finora!… A chi giova tutto ciò?!…

IL SINDACATO DEGLI ELETTORI

Nell’aprile 2006 ho “fondato” (simbolicamente) il Sindacato Elettori Italiani (SEI), vedi le pagine 261-266 volume settimo del “Libro-Monumento per i miei Genitori”. Perché un Sindacato Elettori ?… perché ritenevo e ritengo ancora che gli Elettori debbano associarsi per essere controparte attiva non soltanto dei Partiti in molte delle procedure elettorali, ma anche in tutto l’iter democratico della nostra Repubblica. Non è più tempo di essere passivi dinanzi alle decisioni e alle prese di posizioni dei Partiti e dei Governi. Gli Elettori non possono subire le imposizioni elettorali, governative e persino dei soliti Sindacati (quasi tutti collegati ai Partiti). Sono imposizioni e atteggiamenti che stanno producendo pure tanto astensionismo.

In Italia ci sono sindacati grandi e piccoli in qualsiasi settore della vita pubblica e lavorativa, però non c’è un solo sindacato proprio per la parte più strategica delle Istituzioni, le Elezioni. Personalmente, sarei ancora più rigoroso, poiché un Sindacato degli Elettori è essenzialmente un Sindacato di Cittadini e, quindi, tutto ciò che riguarda la vita dei Cittadini dovrebbe essere sottoposto al vaglio dei Cittadini-Elettori (cioè del “popolo sovrano”).

Infatti non bastano più i pochi appuntamenti elettorali per mandare avanti l’Italia, tanto meno l’Europa! Ritengo che uno dei più grandi problemi della crisi che hanno oggi le istituzioni e la partitocrazia consista proprio nella marginalità che viene data al … “popolo sovrano” … “usato” soltanto per le Elezioni e non per una vita davvero democratica e partecipativa.

Anche per queste difficoltà, un “Sindacato degli Elettori” potrebbe essere, secondo me, il principale paradigma di una istituzione pubblica davvero più legittima, concorde ed efficiente. Però, è certo, che un Sindacato degli Elettori potrebbe addirittura essere e valere di più (ovviamente, sempre in proporzione alla partecipazione). Ecco, pure perché urge andare a votare tutti tutti tutti e il più possibile in massa. Le elezioni dovrebbero rappresentare un solenne e portentoso gesto o atto sindacale da parte di noi Cittadini che altri veri poteri, purtroppo, non abbiamo!

APPELLO AGLI ELETTORI ESTERI

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Ho parecchi parenti ed amici in giro per il mondo e so da loro che per poter esprimere il proprio voto ci sono spesso vari problemi ed impedimenti … a partire dalle modalità di voto fino alla insufficiente informazione per poter effettuare la scelta con maggiore consapevolezza.

Faccio, quindi, appello agli Elettori residenti all’estero (iscritti all’AIRE od occasionali) di impegnarsi di più per andare a votare bene, secondo le loro migliori convinzioni, e di non sottovalutare questo importante gesto di democrazia! Per piacere, non asteneteVi, ma cercate pure Voi di partecipare al voto, per amore o per egoismo, ma Vi prego! … partecipate!

Allons enfants de la Patrie! … Andiamo a votare, di corsa e gioiosi (come la fanfara dei bersaglieri)!

Magari andiamo a votare con il sottofondo della colonna sonora di Lucio Dalla (nato il 4 marzo 1943). Cerchiamo di essere attivi e partecipi, non masochisti per astensione colpevole o colposa!… Cerchiamo di non sottovalutare un appuntamento così importante come le Elezioni Politiche!!!

Caro Tito, speriamo che questo 4 marzo 2018 diventi una data storica, ovviamente per il miglior bene di tutti noi. Ed anche per la massima riduzione dell’astensionismo! Il “mio” 4 marzo (e quello di Lucio Dalla e di altre migliaia) sia il compleanno della maggiore partecipazione sociale alle sorti dell’Italia e … dintorni!

DIFFONDERE E DIFENDERE LA COSTITUZIONE

Caro Tito, quanti di noi hanno letto bene almeno una volta (dal primo all’ultimo articolo) la Costituzione della Repubblica Italiana?… A ben vedere, sicuramente la percentuale sarebbe troppo bassa. Invece, la Costituzione si dovrebbe studiare bene già a scuola … non fosse altro che su tale “Documento” si fondano i nostri diritti-doveri e la nostra società. La Costituzione è la nostra migliore Carta d’identità!

Allora, proprio approfittando dei 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Carta costituzionale, sarebbe opportuno che lo Stato italiano ne donasse copia ad ogni cittadino oppure che tutti i giornali locali e nazionali (quotidiani, riviste, ecc.) la distribuissero a tutti i propri lettori. Facciamo “pedagogia-sociale”!

COSTITUZIONE SCARICABILE DAL WEB

logo-senato-homeCaro Tito, allego a questa lettera n. 208 il testo aggiornato della nostra Carta costituzionale per come appena scaricata in formato pdf dal sito del Senato della Repubblica Italiana avente il seguente indirizzo web https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf

Così, ognuno può acquisirla, leggerla e studiarla … ma anche inoltrarla a parenti ed amici, nel resto di Italia ed anche all’estero, tra i nostri emigrati. Stessa cosa potrebbero fare quegli immigrati che leggono e capiscono la nostra lingua italiana.

DARNE COPIA PLURILINGUE AI MIGRANTI IN ARRIVO

la-scelta-del-partito-per-il-votoNon mi risulta che il testo plurilingue della nostra Costituzione venga dato ai migranti, rifugiati e chiedenti asilo subito dopo lo sbarco o l’arrivo in Italia. So che il Ministero dell’Interno ha invitato i Sindaci di ciascun Comune alla consegna delle copie della Costituzione a tutti i nuovi cittadini naturalizzati, al momento del giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle Leggi dello Stato. Atto, quest’ultimo, che deve essere prestato nel Comune di residenza dell’interessato (come previsto dall’art. 10 della legge del 05 febbraio 1992 n. 91): http://www.comunicatistampa.net/costituzione-agli-immigrati/ .

Ma, a rigor di logica, non sarebbe meglio far studiare prima del giuramento di fedeltà alla Repubblica la nostra Costituzione?… Su quale consapevolezza giurano, se prima non hanno conosciuto e capìto la nostra Costituzione e altre nozioni essenziali per potersi dire e considerare “cittadini italiani”?… Tale giuramento è sì un punto di partenza nel diritto alla cittadinanza, ma è anche il punto di arrivo di un percorso il più convinto, saggio ed efficace possibile!

E (poiché pare che tutti i migranti che vengono accolti hanno già o avranno uno “smartphone”) si può inviare loro il pdf della Costituzione, quello stesso aggiornato del sito del “Senato.it”, e ovviamente nella loro lingua nazionale oppure nelle loro seconde lingue (inglese, francese, spagnolo, ecc.).

Speriamo che tale più adeguata diffusione della Carta costituzionale aiuti i nostri concittadini ed ospiti o futuri italiani ad avere dimestichezza con i propri diritti e doveri. Ciò è solo un primo passo per approfondire le leggi, le altre norme e le usanze del popolo italiano affinché l’integrazione sia serena, pacifica ed utile. Per tutti, reciprocamente per tutti, indistintamente per tutti!

Intanto, AUGURI A TUTTI GLI ELETTORI, nazionali ed “AIRE”!

Cordialità e …. BUONA COSTITUZIONE E BUON VOTO A TUTTI!!!…

Domenico Lanciano (http://www.costajonicaweb.it)

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