Palamara 2 e ANM e CSM

Premessa che fa anche da conclusione. Il Consiglio Superiore e il suo presidente, che è Mattarella, farebbero bene ad annullare d’autorità il processo a Salvini, dopo le dichiarazioni di Palamara, il quale – unico genio d’Italia a non sapere che i telefoni sono intercettati – ha detto allegramente, nella stessa frase, una cosa tragica e una buffa: che il processo è un trucco per attaccare un avversario politico; e ora viene il buffo: che Salvini ha ragione, ha fatto bene a respingere i clandestini.

Io deduco dunque che invece hanno torto la Lamorgese e la Bellanova, sempre secondo Palamara. Ahahahah! Ma veniamo all’argomento.
L’Associazione Nazionale Magistrati è un club privato, le cui vicende interne non m’interesserebbero più di quelle di una bocciofila, se i suoi iscritti non fossero i magistrati. E se c’è del marcio in Danimarca, la cosa può interessarmi, eccome, e interessare anche voi, che potreste, come me, incappare in uno di loro.

Attenzione. I vari Palamara di sinistra sono dei talebani fanatici, che, per laurearsi, hanno dovuto studiare a memoria non Marx – sarebbe il primo a ridere di loro – ma, per esempio, Grasso, il quale, sfidando il ridicolo, sostenne che l’art. 10 cost obbliga a far entrare in Italia il mondo intero. Sì, ma il povero studente, se non tratteneva i cachinni e non mostrava di credere fideisticamente a Grasso, niente laurea. A forza poi di raccontare bugie, ci hanno creduto. Del resto, taleb, plurale taleban, vuol dire studente coranico. Non so se è chiaro!

Ma non ci sono mica solo i giudici di sinistra, o politicizzati in genere. Ci sono i Petrini (non so come la pensi in politica e non me ne strafrega niente) e chi non si accorse di lui; c’è il giudice di Vibo che, non depositando la sentenza, ha fatto uscire i mafiosi: e che se è pigro, gli si dimezzi il salario; se è colpevole, vada ad occupare una cella lasciata da lui libera. E faccio cenno ai giudici che, con larga interpretazione e nel silenzio del ministro e dintorni, ne hanno mandati in villeggiatura un cinquecento abbondante.

Né scordiamo i ritardi dei procedimenti, peggio quelli civili; ma non scherzano i penali. Mi diceva un tizio: “Se io assistessi a un omicidio, non parlerei mai. Tu pensi per paura? Sì, per la paura di trascorrere i prossimi dieci anni a venire convocato in tribunale… poi il giudice rinvia… poi mi riconvocano… e l’avvocato ha la nonna col menarca… poi mi riconvocano… ”. Io risposi che mostrava scarso senso civico, però tutti i torti non li aveva.

Stanotte 24, i vertici dell’ANM si sono dimessi. Bene, non se ne nominino altri, anzi si sciolga questa associazione secondo me ai limiti della legalità: il magistrato deve vivere in severa solitudine, non associarsi a niente… tanto meno a partiti e a certe associazioni che immagino io.
Lo stesso per il CSM, di cui Palamara fa parte. Nel CSM la politica non deve entrare manco come spiffero della finestra. E se il CSM non fa il suo dovere, va sciolto subito.

Dite voi: ma ce l’hai con i giudici, magari con i parenti tuoi? Niente affatto: i voglio dei giudici che siano giudici, e non predicatori di chiacchiere, o mestatori di processi fasulli, o genuini o presunti sospetti.

Siccome facevo il professore di lettere, non posso scordare né l’invettiva di Amleto né che Esiodo chiama i giudici del suo tempo δωροφάγους, ovvero mangiatori di doni.
E lo so che ce ne sono tanti, tantissimi onesti e affidabili, oggi; ma proprio per questo vorrei vedere fuori dai piedi quelli guasti e quelli ideologizzati.

Ulderico Nisticò