L’ulivo bizantino a Gagliato che la nuova strada vuole abbattere: “Salvatelo, è la nostra storia”


In Calabria, e precisamente nella località Virgò del territorio di Gagliato – un comune confinante con Satriano, nella provincia di Catanzaro, a pochi chilometri dalla costa Jonica e dalla ridente città di Soverato – sta per essere commesso un grave delitto, non contro una persona ma contro un albero di ulivo millenario, di 5 metri di diametro e di 7 metri di circonferenza.

Questo delitto, perché di delitto si tratta, verrà commesso nel corso della realizzazione di un tratto di una nuova strada, il quarto e quinto lotto della Trasversale delle Serre.

Infatti il progetto, scelto dalle amministrazioni dei comuni interessati, prevede, manco a farlo apposta, che il tragitto dell’ opera attraversi proprio il luogo dove si trova il suddetto ulivo.
No, non può essere sradicato!

È un pezzo di storia della nostra Calabria, è una testimonianza viva di una epoca lontana, ma alla quale risalgono i nostri usi e costumi.
Guardando e toccando questo albero si avverte una forte emozione.

La mente ti porta agli anni in cui è stato piantato, alla Calabria bizantina, non ancora normanna, ai vari monasteri e comunità di monaci diffusi in queste zone montane (alcuni resti sono stati rinvenuti nelle vicinanze), all’epoca in cui l’ulivo e l’olio di ulivo erano componenti abituali del nostro regime alimentare.

Ti chiedi anche chi può averlo piantato: un contadino, un monaco, un notabile locale? E pensi a quante avversità climatiche ha resistito, uscendone sempre vincitore.
No, non può essere sradicato!
Non potendosi ormai modificare l’intero progetto, perché non valutare una soluzione alternativa ?

Si potrebbe realizzare una piazzola o una rotatoria in modo da salvare questo straordinario patrimonio e, allo stesso tempo, valorizzare il territorio.
Un ulivo millenario, insieme ai reperti archeologici presenti, potrebbero diventare un vero luogo di interesse turistico e culturale.
Perché rischiare di perdere per sempre una testimonianza così preziosa del nostro passato, quando invece si potrebbe trasformare in una opportunità?

Salvare questo ulivo non significa ostacolare il progresso, ma progettare il futuro rispettando la nostra storia.

Domenico Sinopoli
Fausta Buonomo