Stamani ho fatto il vigile

 Giunto ormai alla veneranda età, nella mia vita ho fatto il neonato, lo scolaro, lo studente, il sessantottino, il militare, il professore, il poeta, lo scrittore, il conferenziere, l’autore ed attore, il contadino, il ciclista… eccetera. Mi mancava, nel ricco e variegato curriculum, il vigile, e l’ho fatto stamattina.

 Mentre portavo a spasso i cani (munito di buste per le deiezioni, cosa non proprio universale!), ho dato segno… no, ho pesantemente intimato di rallentare a ben tre auto i cui conducenti – una era una graziosa giovane – se ne andavano allegramente ad almeno 80 sul tratto da via Colombo a via Marina, approfittando del fatto che è dritto, e non glielo vieta nessuno.

 Succede tutte le mattine, succede lo stesso in via S. G. Bosco, altezza Quarzo seu Comac; e in vari altri luoghi.

 Ripeto per la centesima volta se dobbiamo attendere l’incidente. Ricordo che nel centro urbano i limiti di velocità sono automatici.

 Ricordo anche il principio Colpirne uno per educarne cento. Basta una multa con sottrazione di punti, e si sparge la voce. Vero? Solo che le multe non si elevano da sole.

 Si sparge la voce: tanto, i corridori della mattina, e chiamo qui come consulenti i fisiognomici a cominciare da Lombroso, hanno tutti la faccia di chi non ha fretta, anzi non ha nemmeno urgenza di andare, anzi non ha dove andare; e se i nostri cittadini e ospiti hanno urgenza, si sveglino prima, invece di scambiare Soverato per Monza.

 Siccome manderò questo articolo a parecchi di competenza, evitino di rispondermi che ho ragione, in quanto lo so già da me; bensì, prendano provvedimenti.

 Ah, dimenticavo i simpatici ragazzini in motorino con la marmitta appositamente danneggiata allo scopo di emettere puzza e rumore.

Ulderico Nisticò