Usavano il linguaggio della spesa per ordinare cocaina e marijuana: “due birre di nascosto”, “una provola buona”, ma anche latte, bicchieri di vino e “gomme”.
Un linguaggio criptico che non è servito a eludere le forze dell’ordine: l’operazione “Social Card” del Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro ha portato all’emissione di 24 misure cautelari (21 tra carcere e domiciliari).
L’organizzazione e il linguaggio in codice
Al vertice del presunto sodalizio criminale, che gestiva varie piazze di spaccio nel Catanzarese, ci sarebbe Davide De Santis, finito in carcere.
La rete si serviva sia del gergo alimentato per quantificare e valutare la qualità delle dosi, sia di un bar come base logistica, fissando incontri d’affari anche negli orari di chiusura.
Chat blindate e utenze estere
Per sfuggire ai controlli, De Santis e i suoi collaboratori utilizzavano contemporaneamente diverse schede telefoniche intestate a soggetti stranieri e comunicavano su piattaforme di messaggistica criptata come Telegram e Signal.
Il sequestro chiave
L’attenzione degli investigatori ha vanificato ogni accorgimento. Già nel febbraio 2023 i carabinieri avevano intercettato ed eliminato un carico da 315 grammi di marijuana nascosto dietro un cespuglio.
Emblematica la reazione di uno degli indagati che, accortosi del sequestro immediato, aveva subito avvisato i complici: «Ci hanno fatto la festa».