«Venite a vivere in Calabria a zero euro». Si presenta così, nei panni d’eccezione di un “agente immobiliare”, il presidente della Regione Roberto Occhiuto per lanciare la nuova misura sperimentale contro lo spopolamento dei borghi interni.
L’iniziativa si chiama «Ripopola Calabria» e punta a rianimare i piccoli centri attirando nuovi residenti con una formula inedita: abitazioni completamente ristrutturate a spese dell’ente pubblico e concesse in uso gratuito per un intero decennio.
«Ristruttureremo queste case a spese della Regione, gli assegnatari non pagheranno un solo centesimo e avranno la possibilità di abitarvi per 10 anni gratuitamente», ha spiegato Occhiuto attraverso i propri canali social, lanciando un appello diretto: «Venite a vivere in Calabria perché vivere in Calabria è bello e conviene».
Come funziona l’assegnazione e i fondi per le ristrutturazioni
Il meccanismo si basa sul comodato d’uso gratuito della durata di dieci anni, riservato a chi non risiede attualmente in Calabria ed è disposto a trasferirvi stabilmente la propria residenza.
Le domande non avranno un’approvazione automatica: le candidature vanno presentate sul portale dedicato (ripopola.regione.calabria.it) e saranno valutate tramite una graduatoria pubblica.
La selezione prevederà precisi criteri di premialità orientati a favorire il tessuto sociale ed economico locale:
Emigrati calabresi intenzionati a rientrare nella propria terra d’origine;
Famiglie con figli e giovani coppie;
Lavoratori da remoto e liberi professionisti.
Sul fronte edilizio, l’investimento regionale si preannuncia massiccio. Per gli interventi di recupero degli immobili, la Regione ha stanziato finanziamenti fino a 2.000 euro al metro quadrato, fissando un tetto massimo di 280.000 euro per singola unità abitativa.
La mappa dei borghi coinvolti
Il catalogo iniziale conta 50 immobili di proprietà pubblica — attualmente inutilizzati o degradati — dislocati in 26 comuni appartenenti a tutte e cinque le province calabresi.
Tra i centri già inclusi nella rete figurano:
Catanzaro: San Floro e Amato;
Cosenza: Alessandria del Carretto, Scigliano e Rovito;
Vibo Valentia: Cessaniti (con 2 immobili disponibili);
Reggio Calabria: Grotteria e Santo Stefano in Aspromonte;
Crotone: Caccuri.
L’operazione punta a raggiungere un duplice obiettivo: da un lato la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico dimesso, dall’altro l’iniezione di nuova forza lavoro, famiglie e risorse economiche nei territori a maggior rischio di desertificazione demografica.