Autonomia Regionale differenziata, è in corso una silente secessione?

 Allarme !! Allarme !! Le regioni già ricche, si vogliono trattenere i soldi delle loro tasse, assieme ai tanti servizi che oggi sono di prerogativa nazionale . 

La chiamano riforma dei territori già ricchi e il Parlamento a breve ne discuterà. Una discussione che passa quasi inosservata, se ne parla poco. Eppure se malauguratamente dovesse passare, “Povero Sud”. S’innescherà un processo pericoloso. Mi auguro che la stampa dia le giuste coordinate per svegliare le coscienze degli uomini liberi e solidali. La riforma proposta è “l’autonomia Regionale differenziata “ dove si permetterà alle regioni più ricche come Veneto, Lombardia Emilia Romagna, di  avere maggiore potere in più settori,  vantaggi economici-fiscali, una piena autonomia su come sviluppare settori nevralgici, oggi in capo allo Stato. Insomma ha ragione il giornalista scrittore Pino Aprile, povero sud…, con la scusa dell’Unità d’Italia, derubato e abbandonato e nel frattempo mai l’Unità d’Italia, mai realizzata, perché ci deve essere, e ci doveva essere un Sud, consumatore e un nord produttore.

Sta prendendo sempre più piede, il processo il principio della ulteriore disuguaglianza, che equivale ad una aggiuntiva penalizzazione per il sud, dove si modificano nel pieno silenzio, i principi di parità dei diritti, la parità del funzionamento dei servizi pubblici, come sanità, scuola, e nessuno, o pochi, sono informati.

Da qui l’appello ai parlamentari Calabresi e specificatamente a quelli lametini, “non lasciate intentato nessuna iniziativa a tutela delle regioni del basso stivale”, non lasciate che il nord perpetui “ i soldi che incasso me li spendo io” non lasciate che si approvi “l’autonomia differenziata “dove a godere sarebbero coloro che già stanno meglio, in servizi e risorse; vale a dire, una vera e propria secessione: disparità nella scuola pubblica, disparità nei servizi pubblici, disparità stipendiali, in base ad aree geografiche, nella sanità, ecc. Oggi tale diritto di scelta, “l’autonomia Regionale differenziata”, la possono praticare solo le Regioni a statuto speciale. Nel frattempo però, nel pieno silenzio dei tanti, si sta lavorando per impoverire sempre più il sud rendendolo schiavo consumatore dei prodotti nordici.

Insomma Il vento autonomista torna a soffiare forte nel Nord dell’Italia. Agli elettori Lombardi e Veneti si chiede se vogliono che alle due regioni siano riconosciute ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia L’articolo 116 della Costituzione riconosce alle cinque Regioni a statuto speciale “forme e condizioni particolari di autonomia” e non esclude che alcune di esse possano essere concesse anche ad altre Regioni. Ma questo è possibile solo all’interno di una cerchia bene definita di temi. Le due regioni vogliono poter legiferare in via esclusiva su una serie di argomenti che oggi richiedono l’accordo con lo Stato. Per fare questo non sarebbe necessario modificare la Costituzione, ma basterebbe una semplice legge dello Stato. In realtà, dietro la genericità dell’iniziativa, cela l’aspirazione a ben più ampi poteri.  AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA.

Salvatore De Biase    

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