Breve storia della FIAT

Parce sepulto, insegnano i Latini; perciò al sepolto Marchionne riserviamo il rispetto dovuto ai morti. Siamo tutti pro tempore, Morto il re viva il re, Morto un papa se ne fa un altro… Ora il gruppo finanziario dovrà fare a meno di lui, e, stando ai numeri di ieri, 25 luglio, le cose non vanno bene per quella che oggi chiamiamo FCA, e per un lungo secolo fu la FIAT.

Nata alla fine del XIX secolo, quando il motore a scoppio e l’automobile individuale si affermarono in Occidente, la FIAT fu a lungo una delle importanti industrie italiane, ma non l’unica né la più potente. Durante la guerra, a mettere in linea aerei da combattimento erano soprattutto Macchi, Reggiane, Savoia Marchetti… Ancora nel dopoguerra, producevano automobili Alfa Romeo, Autobianchi, Lancia, OM…
Intanto il potere della FIAT e dei petrolieri annientava il trasporto marittimo e ferroviario in Italia, e via autostrade e strade utili inutili dannose, e inquinamento e incidenti… e tasse sulle automobili e la benzina.

Fu verso gli anni 1970 che la FIAT divenne di fatto monopolista in Italia. Ricordo solo quando comprò Alfa con i soldi dello Stato, cioè miei.
Da allora, il gioco fu palese. Quando i partiti della non mai troppo deprecata Prima repubblica avevano voglia di una botta di demagogia, FIAT apriva stabilimenti in qualche landa sperduta del Sud; quando la FIAT aveva bisogno di soldi, minacciava di chiudere qualcosa, e subito la pagavano.

Così viziato, il rapporto tra FIAT e Stato degenerò sempre di più. I partiti della sudisprezzata Prima repbblica, ovviamente, non stavano con le mani in mano. Tutti avevano un cugino laureato in ingegneria (non è sinonimo di ingegnere!) da sistemare; e la FIAT assumeva il cugino. Da simili rottami umani vennero fuori, in quegli anni, la Duna e peggio. La FIAT, non vendendo auto, e con il solito trucco di minacciare licenziamenti, tirò a campare, e rischiò di morire della stessa morte della Prima repubblica.

Ora la FIAT in quanto tale non esiste più, non solo perché ha cambiato nome (all’estero, a scanso di goliardate!), ma perché ha sede in Olanda, quella fiscale a Londra; produce dovunque; è fusa con industrie USA; e anche la buonanima di Marchionne viveva in Svizzera e lì morì. Marchionne ha salvato il gruppo Agnelli, non la FIAT… ma che Agnelli? Elkan.
Insomma, un altro sporco regalo della Prima e Seconda repubblica.

Ulderico Nisticò

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