Calabria e soldi non spesi


 Giornali, tv e soprattutto social sono inondati di piagnistei contro l’autonomia differenziata, con invocazioni di costituzione e richiami a veri o immaginari martiri della patria; e, la cosa più ridicola, i meridionalisti pinoaprilati, che fino al mese scorso proclamavano, dico sul serio!, la SEPARAZIONE dall’odiato Nord, anzi dall’Italia, quando si tratta di soldi diventano improvvisamente più centralisti di Luigi XIV e Napoleone, e più unitari di Mazzini!

 Infatti, è tutta e solo una faccenda di soldi, che i meridionaldomenicali richiedono a gran voce, accampando diritti in nome di una Magna Grecia di cui nulla sanno, eccetera.

 Intanto si viene a sapere che la Calabria ha una delle dotazioni più grosse di fondi europei; e che la medesima Calabria rischia di perdere quasi un miliardo di euro, se non lo spende e non lo rendiconta entro la fine del 2023, cioè tra circa 240 giorni, molto di meno se togliamo le ferie e i ponti vari.

 Attenzione, ho scritto spendere, non “progetti sponda” come si arrampicava il sorridente Chiaravalloti; non “impegnare”, come blaterava il malinconico Oliverio: spendere vuol dire solo spendere, cioè mettere mano alla tasca e pagare lavori eccetera.

 Di chi è la colpa? Di Regione, Province, Comuni prima di tutto; e poi, o forse prima, di un’opinione pubblica disinformata, e di un vizio antichissimo della Calabria: la cultura astratta e fatta di pensieri e parole, mai di fatti; e di quella tabe dell’anima calabrese che è, da sempre, “poi vidimu”, cioè mai.

 Che fare? Presto detto: spremersi il cervello, e inventare qualsiasi cosa, pur di non perdere un quattrino.

 La Regione, nelle persone dei politici, mandi ORDINI DI SERVIZIO ai suoi occupasedie di Germaneto; e questi lavorino, anche la domenica. Coraggio, provatela l’emozione della fatica! Idem per le Province.

 I Comuni… ma in Calabria se ne contano 404, la gran parte piccolissimi e gerontocomi; ebbene, siano obbligati a consorziarsi, assumendo tecnici.

 Fermi tutti: assumendo A TEMPO DETERMINATO, cioè solo per fare i progetti. Del resto, se io chiamo un idraulico ad aggiustarmi un rubinetto, alla fine lo pago, ma non vuol dire che lo devo mantenere a vita.

 I Comuni dunque assumano… no, incarichino PRO TEMPORE, facciano i progetti, li avviino, poi li eseguano e spendano effettivamente i denari.

 Ce ne sono di cose, in Calabria, da fare! Strade, treni, scuole, fogne, argini… C’è una politica culturale finora quasi assente dal territorio; o se è presente fa danni, mostrando una Calabria da pianto continuo. Provate a chiedere a qualsiasi calabrese con tre lauree, cosa sanno di storia calabra! Ahahahahahah.

 Coraggio, dunque: spediamo questo miliardo; poi, fatta bella figura, possiamo chiedere altri miliardi; e vedrete che ce ne danno.

 Se no, a dicembre 2023 si pigliano questo che abbiamo e non spendiamo, e lo mandano a Stoccolma, Tallin, Milano, Marsiglia…

Ulderico Nisticò