Carceri ungheresi e galere italiane


 Secondo un giudice italiano, se uno va in carcere in Ungheria rischia trattamenti inumani e degradanti. L’italico giudice cade dal pero e non legge i giornali, se ignora quanto accade tutti i giorni nelle italiane gattebuie, dove, se diamo retta al nostro Minosse, non dovrebbe entrare nessuno. Infatti, sentiamo continuamente di sovraffollamento, pessima igiene, rivolte di detenuti e repressioni violente; e non oso immaginare altro, che pure per pensarci non occorre la fantasia di un film “noir”.

 E il peggio non sono le condizioni dei condannati a pena definitiva; sono quelle della pesca a strascico che certe volte, in favore di telecamere, porta in gattabuia decine o centinaia di sospettati. Giornali e tv ce ne dicono i nomi e mostrano le facce… poi se ne perde la memoria, e, secondo i casi e io soldi per pagarsi gli avvocati, qualcuno esce, qualcun altro resta, qualcun altro viene processato mesi dopo, qualcuno…

 Attenti, non è che sono diventato improvvisamente garantista folle; è che mi pare troppe cose non funzionino, nella gestione dei penitenziari. Ed è anche che, erede approssimativo del diritto romano, sono per condanne a lavori forzati, lavori seri; mentre la detenzione è una situazione che non rende giustizia, anzi, soprattutto per i giovanissimi, è una specie di università del crimine. Lo diceva uno che di tutto può essere accusato che di essere reazionario: Victor Hugo.

 E ci sono troppe leggi e leggine e interpretazioni, mentre dovrebbe bastare e avanzare il Codice Rocco; e io, nel mio piccolo, resto contrarissimo a ogni legge speciale: le leggi antimafia o antimaschi eccetera creano solo confusione, e, scritte di solito d’impeto da gente che Ulpiano immagina fosse un calciatore argentino e Pier delle Vigne un enologo, mandano al gabbio qualcuno e se la fanno scansare a qualcun altro. Soprattutto se la legge è scritta con più di dieci parole: evviva le Dodici Tavole.

 A proposito, sono sempre più convinto che molti giudici eccetera non abbiano mai studiato filosofia del diritto, anzi filosofia in genere al Lic… beh, Scuola media superiore. E si vede.

 Le carceri sono poche e piccole, oppure in Italia – e dico Italia! – ci sono troppo carcerati? Sarei curioso di sapere la percentuale di detenuti nella popolazione ungherese, e fare il confronto con quanta gente stamani si è svegliata in una cella da Gela a Bolzano: e spesso dopo una notte non troppo serena. E siccome mi sono svegliato io più cattivo del solito, mi piacerebbe conoscere la percentuale di detenuti nel 2024 rispetto alla popolazione, e fare il confronto, sempre rispetto alla popolazione, con il 1934. Così, un anno a caso!

 Sarei curioso, infine, di sapere cosa prevede la legge ungherese sulle risse in genere e la punizione di tale reato; e se c’è al mondo uno Stato in cui sia lecito, anzi lodevole, aggredire la gente in mezzo alla strada. Con un motivo qualsiasi; e da quando c’è l’umanità, tutti i rissanti s’inventano un motivo che a loro, sotto i fumi dell’ira, appare cosa buona e giusta.

 Ho poi il sospetto che l’Ungheria si stia adoperando per scoraggiare il turismo della rissa, prima che tutti gli sfaccendati d’Europa ci vadano a scazzottare sabato e domenica. L’Ungheria ha belle città da mostrare ai turisti civili.

Ulderico Nisticò