Catanzaro, la “bordatura” politica usata in consiglio non è privilegio del popolo


Lungo i concitati istanti sugli interventi in uso all’ interno del recente consiglio comunale, trapelano significative conclusioni che occorre ribadire senza indugio.

L’ impegno, l’attenzione e qualsiasi intervento di chi per antonomasia e forse no, ma volontà risolutiva, forma opposizione, rende plausibile che la maggioranza espleti in diretta solo incessanti rivalità.

Ci permangono, dunque, sempre aperte le questioni burocratiche sui duraturi disagi cimiteriali, la sanità, le strade rattoppate con “invisibile” segnaletica su manto stradale e molto altro, e quel difficile “confronto” tra forze politiche ancora distanziate, capaci di sfuocare ogni risoluzione che, costipata nel pendìo dell’ aula, resta “immobile”, purtroppo, immutata, allora, tardiva.

Seppure l’audace saggismo e quel timoniere di turno in consiglio, credono di fornire conforto con arringhe a vario titolo, non ci resta che la triste sorte di gente sospesa nel “vuoto” di un’ isola(mento) pedonale che su Corso Mazzini, ne amplifica, dunque, l’ assente logica commerciale, niente validi progetti socio-culturali, nulla di più che attendere sporadiche manifestazioni in salsa carnevalesca.

Ci sarà prima o poi il confronto popolare e istituzionale, almeno per sentirsi parte illesa del sano “associazionismo”, data l’implorante democrazia che mira ad essere manifesta e “libera” ma soprattutto inclusiva per i quartieri ossidati dall’ inerzia di numerosi protocolli in archivio.

Se le recenti denunce con esposti e probabili inchieste giudiziarie adottate, venissero accolte secondo codici di legge, sapremo meglio quale, cosa chi e perché si siano intraprese, in quel ragionevole dubbio che valga sempre la pena di far perseguire faziosi reati della pubblica amministrazione, anche se qualche avvezzo consigliere di turno ne allontana il comma sentendosi “già” estraneo ai fatti!

John Nistico