Come fare la pace vera

ulderico Roma assicurò al mondo sei secoli di pace quasi assoluta, perché applicava senza esitazioni il principio che Virgilio così splendidamente esprime: “Parcere subiectis et debellare superbos”: trattare bene i sottomessi (guardate le città romane dall’Africa al Caucaso all’Inghilterra… ), e togliere ogni capacità bellica (de-bellare) ai potenziali nemici o in atto. Roma vinse tutte le guerre perché non ne rinviò nessuna, e spesso le prevenne. Dalla fine della Seconda punica, e a parte i conflitti civili che sono un’altra storia, l’Urbe assicurò al mondo del tempo la più serena tranquillità: le lettatura latina dell’età imperiale è quasi tutta un simpatico pettegolezzo!

 Tutto ciò Roma ottenne con forze armate molto limitate (trecentomila soldati professionali per un Impero di sette milioni di kmq) e molto, molto efficienti; poco costose, e che non comportavano il rischio della militarizzazione della società; e dominio navale assoluto del Mediterraneo e delle coste atlantiche.

 Se l’imperatore avesse avuto notizia di un gruppo di matti dalle parti della bellissima e romana Palmira, non avrebbe atteso che si organizzassero e facessero proseliti o andassero predicando guerre sante; avrebbe ordinato al governatore della Siria un immediato e risolutivo intervento. I ribelli sarebbero stati sconfitti, arrestati, trattati come non vi dico perché siamo in fascia protetta; e i cittadini sfaccendati di Roma avrebbero letto il bollettino sugli Acta Diurna del Senato, come dire in sesta pagina di un quotidiano. A loro sarebbe parsa una guerra orwelliana, da cronaca; i più curiosi, come Tacito, avrebbero scritto un libro di storia, dando però alla guerra di Siria l’importanza che aveva: scarsa; la popolazione della provincia di Siria sarebbe rimasta contentissima nella misura del 98%, e avrebbe bruciato incensi in onore dell’imperatore. Ecco come si fa la pace: pace, non imbelle rinvio della guerra.

 L’Occidente del 2015 possiede senza dubbio armi più potenti dei gladi, però, privo di ogni identità politica e ogni virilità, se la sta a pensare, e lascia i califfi a crescere e fare il proprio comodo. Più tempo passa, più i califfi divengono forti, più sarà difficile e doloroso e sanguinoso e costoso combattere e vincere. Dovrebbe essere ovvio. E invece c’è solo una cosa peggiore che fare una guerra, ed è non farla quando è necessario. Poi la guerra ti piomba addosso lo stesso, ma quando il nemico è diventato più forte.

Ulderico Nisticò

 

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